Mauro Macario scrive de "Gli esodi, gli esili" di Alfredo Pérez Alencart

È un gran libro quello di Alfredo Pérez Alencart ! Dovrebbe essere distribuito nelle scuole italiane e inviato a certe autorità. Lo ricevo con immenso piacere e con la dedica dell'Autore, che è gran privilegio, un onore. Lo immagino come una gran bella persona. E, conoscendo il curatore della collana Vito Davoli, credo li abbia coesi e resi fraterni un'empatia particolare. 



Certo che è anche un merito creativo aver tenuto un così lungo respiro su una linea monotematica. È anche inusuale. Forse Alecart è il solo poeta ad aver avuto così tante cose da raccontare su questo argomento con un poema epico di eco omerica. Leggendo un po' della sua vita capisco che il tema non poteva essere preso in superficie perchè implicava anche una sua origine familiare. Non potrà essere doppiato da nessun'altro. Gli ispano-americani e adiacenze - da me sempre amatissimi - scrivono ancora con le viscere aperte rispetto ai glaciali europei di tutta testa e poco sangue. 



La sua struttura contiene in sé poesia, teatro, cronaca, politica. Ha in sé le voci plurime del coro greco delle antiche tragedie. E di una tragedia infatti parla e canta. 
Ho inoltre apprezzato tantissimo l'abilità del traduttore, inimmaginabile fino a questo punto. Alencart deve essergli grato. Penso, e forse sbaglio, che nelle traduzioni Davoli sia stato attento ad asciugare e contenere un pochino certa enfasi per dargli un senso più colloquiale senza intaccare il lirismo di cui è fatta. Lo ritengo dunque un dono prezioso. A cui spero di accompagnare presto la lettura delle nuove Apocalissi di Vito.
Mauro Macario

A. P. ALENCART, Gli esodi, gli esili, Tabula fati, Chieti 2025
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