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Viviane Ciampi a proposito delle "Scomposizioni" di Mauro Macario

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“Questo sarร  l’ultimo”, mi dice a ogni nuovo libro, l’amico poeta Mauro Macario. Lo afferma con tale costanza che ormai lo consideriamo una promessa di continuitร . Anche Scomposizioni , dunque, arriva accompagnato da un congedo al quale, affettuosamente, non crediamo. Mauro Macario come ben sanno quelli che frequentano la poesia, รจ quel figlio d’arte nato dal grande mago della rivista, il compianto Erminio Macario (i piรน grandi di noi sanno di chi parlo, e i piรน giovani dovrebbero studiarsi che cos’era la rivista, tassello importante della storia dello spettacolo). Mauro, a suo tempo, aveva scritto per il padre commedie divertenti, punteggiate di doppi sensi, corna, storie d’amore vere, ballerine da sogno e ironia irresistibile. Ma tornando a questo libro, il figlio di cotanto padre, il Mauro Macario poeta non fa del linguaggio un gioco, come ci si potrebbe aspettare: ognuna delle sue poesie รจ legata a ciรฒ che risente nel piรน profondo di se stesso: gli eventi della vita come le tragedi...

La poesia, la lotta, l'eresia, la disobbedienza nelle "Scomposizioni" di Mauro Macario lette da Nicola Vacca

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«Scavare / scavare tutta la vita / cercare un senso sepolto / come una talpa cieca / un cane affamato di ossi / un rabdomante di lacrime / sotto la crosta terrestre / fino ad arrivare alla mia lapide / senza sapere che verso scegliere / lasciarne uno qualunque / a un visitatore distratto / poi decidere di essere solo polvere / cancellare ogni trappola illusoria / quasi l’esistenza fosse l’ultima». Mi hanno colpito subito questi versi leggendo Scomposizioni di Mauro Macario. Il poeta cosรฌ si presenta e ci dice subito dove sta la sua poesia: Macario come Caproni scava nel muro della terra, vede con disincanto e luciditร  le macerie, scrive non dimenticando mai di essere poeta di carne e sangue. Macario รจ un poeta che con le parole ha deciso di lottare, ogni suo verso รจ un dardo che si scaglia contro questo nostro tempo in preda alle convulsioni della decadenza e dell’omologazione culturale. «Macario – scrive Anna Leone nella prefazione – si conferma come uno degli ultimi poeti della disob...

Francesco Sassetto interviene sulle "Scomposizioni" di Mauro Macario

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Queste righe vogliono restituire a Mauro Macario, gigantesco Poeta e amico fraterno ( Scomposizioni mi รจ giunto in dono alcuni giorni fa, accompagnato da un’affettuosissima e commovente dedica) il debito contratto con lui, in termini di vicinanza umana e di fare poetico.  Da anni (penso alle potenti raccolte Le trame del disincanto , all’autoantologia Il culto del disordine , tanto per citarne due tra le piรน materialmente “corpose”) la poesia di Mauro รจ stata per me un “modello”, un punto di riferimento nell’indicare una via, un modus poetandi che solo i veri Maestri sanno trasmettere. Anche in quest’ultima opera – lucidissima la Presentazione di Anna Leone - si ritrovano alcuni caratteri fondanti la poetica di Macario, il suo modus esemplare di fare poesia: «e io scrivo ancora poesie / ma non mi attardo / sul cinguettรฌo degli uccelli / o sui gerani ai balconi / vorrei dare / suono odore fiele / alle efferatezze umane» . E dunque «scavare / scavare tutta la vita / cercare un sen...

Frammenti d'amaro calice nelle "Scomposizioni" di Mauro Macario lette da Adam Vaccaro

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Negli eserghi c’รจ una citazione di Cesare Pavese, “Solo ciรฒ che รจ trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale”, cui segue un’altra di Robert Walser: “La delusione non si scorda mai”. Il libro ci immerge quindi in un corpo a corpo, con coraggio privo di schermi consolatori, nelle ferite, piccole e grandi, che la vita ci lascia nel suo scorrere fuori dal nostro controllo, tra delizie, illusioni e perdite. E i testi sono una sorta di anelli o tappe della propria vicenda antropologica, che pagano il conto e smentiscono il percorso di banderuola al vento nella mani di Eolo, rivendicando la responsabilitร  delle proprie scelte, di una individualitร  inarresa, seppure priva di ogni alone di individualismo becero: «ho tagliato il cordone ombelicale/ dal ventre sociale/…/ svestito di ogni addobbo precotto/… / senza legittimare nessun capobranco/ solo davanti ai giganti», (LA FILIERA DI PROTEO, p.13). Ma da dove nasce questa che sembra una fuga ignobile dal campo di battaglia, di e...

Adriana Giotti legge "Scomposizioni" di Mauro Macario

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Tre elementi sorprendono di Mauro Macario : il primo, รจ la via inattesa e atipica attraverso la quale raggiunge i lettori (spesso, il dono), un attraversamento dello spazio quasi in anonimato, con il pudore e la riservatezza di chi รจ uso a muoversi con cautela nella vita; il secondo, รจ la corporea (ma tutt’altro che casuale) scelta delle dimensioni esigue di quasi tutte le sue raccolte, che annuncia e lascia presagire la fatica, l’importanza e la preziositร  di ogni singolo verso. Sono due elementi esteriori, certo, ma tutt’altro che trascurabili, per chi ha imparato a riconosce in Mauro Macario, non un mero servente e tutore della poesia, ma una delle rare voci redentrici, animata e ispirata dal bisogno di rivitalizzare gli spiriti abulici, (naturalmente o affettatamente) resi insensibili dai fatti umani, dalla cronaca di un declino senza precedenti. รˆ questo secondo elemento che costringe il lettore a riflettere su quanto sia vero che se non esistono parole che possano risvegliare lo ...

Lo scrittore e regista Leandro Castellani legge le "Scomposizioni" di Mauro Macario

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Scomposizioni mi รจ giunta, piรน di una settimana fa, impreziosita da un’affettuosa dedica dell’autore, l’ultima raccolta poetica del mio amico Mauro Macario. Se per divorarla รจ bastato un giorno ce ne sono voluti assai di piรน per rileggerla ancora, meditarla e farsene conquistare e assorbire, tanto la poesia di Mauro รจ fatta di parole semplici ma complesse nella loro pregnanza. Figlio del mio primo idolo, il grande personaggio e attore comico Macario che ebbi la fortuna e il privilegio di avere come mio interprete in anni molto inoltrati, Mauro ha vissuto un’esistenza creativa per qualche verso parallela alla mia: regista, innamorato di cinema e televisione, scrittore. Una vita inquieta. A me ha fatto riscoprire la poesia come una irruente ed inquieta rivoluzione, in anni in cui mi ero rassegnato – dopo averne abusato in testi e racconti umoristici e programmaticamente divertenti – a considerarla e “vederla in giro” come fuga irenica e leziosa dalla realtร . Vi ritrovavo le parole del p...

Una nota di lettura di Giosanna Pigoni alle "Scomposizioni" di Mauro Macario

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Scomposizioni e' l' ultima splendida raccolta di Mauro Macario .Si tratta di una quarantina di poesie che ancora una volta evidenziano il valore artistico e umano del nostro Poeta. Traggo questi pochi versi da una poesia dal titolo significativo Non e' una Poesia : nessun cavaliere errante attraversa questa valle solo un piccolo uomo spaventato dalla vita.   Per chi,come me, ha letto quasi tutta la sua produzione poetica, รจ stata una sorpresa emotiva forte.Mai il nostro Autore ha mostrato debolezze, anzi il segno distintivo della sua scrittura e' rivolta, ribellione a ogni romanticheria, disincanto e negazione delle illusioni. Qui Macario non scrive, ma de/scrive... va intorno e ovunque per frammentare la vita,ridurla a esperimento vano che lascia di sรฉ nostalgia e amarezza...un tale allontanamento dalla Vanitร  che lascia senza speranza alcuna. Leggere e rileggere Scomposizioni porta con sรฉ la conseguente riflessione per trovare almeno un varco di serenitร  in tanta de...

Le "Scomposizioni" di Mauro Macario lette da Miro Renzaglia

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In Scomposizioni Mauro Macario manomette le parole e rivolta contro il presente la lingua degli apparati. Tra ribellione, memoria, teatro e lutto, il verso continua proprio quando confessa di non bastare. Giร  il titolo indica il metodo. In Scomposizioni Mauro Macario apre e manomette le parole, poi le rimette in circolo con qualcosa che prima non contenevano. Gli oligarchi diventano «oligranchi»; l’anacoreta e l’anarchico si saldano in «anarcoreta»; la danza taumaturgica della madre si guasta in «traumaturgica» per una lettera sola che s’intromette. Il giudizio compare nel punto della saldatura. Macario toglie la parola al proprio uso e la costringe a significare di nuovo. Anche i titoli, del resto, obbediscono a un tic alfabetico che si interrompe e riprende: da Appartenenza a Verbale d’infrazioni , poi da Al guado a Incantesimo . In superficie il libro accetta un ordine solo. E non sempre. Sotto quell’ordine di superficie agisce la lingua degli apparati . Ci sono il referto che ...

Marco Cinque legge "Scomposizioni" di Mauro Macario

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Quella di Mauro Macario รจ una voce che resta, una scomoda testimonianza dei nostri tempi, un viaggio in terza classe che, attraverso la nuditร  di una coscienza rimasta incorrotta, illumina le tante ombre che affliggono questa nostra civiltร  cannibale che ormai sembra arrivata al proprio epilogo. Questa nostra incivile civiltร , questa disumana umanitร  trasformata in un serpente che ingoia se stesso, moltiplicandosi in una infezione virale che ha corrotto qualunque possibile orizzonte. La parola poetica inarresa di questa raccolta intitolata Scomposizioni , edita da P๐’lveri - Collana di poesia Tabula fati i, diretta da Vito Davoli, diventa miccia dirompente, arma di ragione, di rivendicazione e di senso per potersi opporre a un declino annunciato. Quella di Mauro Macario รจ dunque una forma di resistenza, un appello a dimettersi da un futuro kamikaze che si sta svendendo come merce patinata dai piedistalli dei nostri privilegi coloniali, della nostra follia egocentrica, della nostra vig...

Miro Renzaglia a proposito di "Sulla Poesia. Quaderno Primo"

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Un sincero ringraziamento al poeta, filosofo e critico letterario Miro Renzaglia per questa acuta disamina del primo quaderno ๐‘†๐‘ข๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘ƒ๐‘œ๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘Ž (Edizioni Tabula Fati, 2026), alla redazione de www.ilfondo.org per l'ospitalitร  e all'editore Marco Solfanelli per la pubblicazione e la segnalazione. Cosรฌ scrive Renzaglia : «C'รจ un rischio particolare quando sono i poeti a interrogarsi sulla poesia: che l'oggetto dell'indagine finisca per assumere le virtรน di chi lo interroga. Sulla poesia. Quaderno primo, curato da Vito Davoli, conosce il pericolo. La prefazione di Lino Angiuli propone di «perlustrare» il fare poetico senza consegnarlo a una definizione, e il volume tiene fede alla cautela: nessuna formula chiude la poesia. Intorno a lei, perรฒ, il Quaderno addensa la «progettualitร  umana» e il contributo che il poeta puรฒ offrire all'edificazione di un mondo migliore. L'indefinibilitร  รจ salva. Sopravvivono anche l'autenticitร  e la responsabilitร , dist...

Marta Maria Camporeale a proposito di "Sulla Poesia. Quaderno Primo"

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Diciannove testi illuminanti SULLA POESIA in questo Quaderno primo . Ciascun autore, con stile e profonditร , ha presentato l’indissolubile legame tra corpo e anima che nutre la tradizione millenaria della poesia. Vito Davoli, Direttore della collana e curatore dell’opera, ha condensato nel titolo quel comune denominatore che fa di questo florilegio letterario una raccolta di esperienzialitร . A queste affascinanti letture non voglio attribuire aggettivi: non basterebbero ad apprezzare la generosa precisione con cui ogni autore ha descritto il valore della poesia per sรฉ. Dalla prefazione di Lino Angiuli e in ogni capitolo emergono sempre nuove espansioni del pensiero e i fondamenti di una profonda resistenza alla superficialitร , nel rispetto dell’onestร  letteraria che custodisce la vera poesia. Fuori da ogni luogo comune, ogni argomento si armonizza su come la poesia, nella sua semplice complessitร , permetta all’innato bisogno dell’essere umano di venir fuori dal suo silenzio, per trasf...

Pasquale Vitagliano scrive de "Gli esodi, gli esili" di A. P. Alencart sul litblog "La poesia e lo spirito"

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Sul litblog La poesia e lo spirito , fondato da  Fabrizio Centofanti , il poeta e critico pugliese  Pasquale Vitagliano dedica a Gli esodi, gli esili di Alfredo Pรฉrez Alencart le sue 20 righe (per niente) facili. «Quando finisce il viaggio?» Comincio dall’ Epilogo per introdurre queste righe su Gli esodi, gli esili (Tabula Fati, 2025) di Alfredo Perรฉz Alencart, tradotto da Vito Davoli.  La domanda, infatti, legittima questo intenso poema sulla migrazione, drammatica ed epocale vicenda storica che genera una condizione esistenziale. Da qui il titolo, all’esodo di popoli fa da contrappunto l’esilio, che nasce individuale. «Quando i sogni non si allungano piรน». Questo รจ il punto terminale. Che coincide con la vita stessa. Perchรฉ se siamo vivi sogniamo. Sogniamo le nostre paure. Oppure ciรฒ che desideriamo. E l’oggetto dei nostri desideri รจ generato dalle nostre condizioni di vita materiale. Perรฉz Alancart, poeta ispano-peruviano, canta l’epopea di tutti coloro che sono do...

Marco Cinque legge SULLA POESIA - Quaderno Primo

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Da questa intensa raccolta di testi e riflessioni “SULLA POESIA - quaderno primo” curata da Vito Davoli per P๐’lveri - Collana di poesia Tabula fati , con prefazione di Lino Angiuli , emerge un quadro dove la Poesia รจ tanto illimitata e indefinibile quanto invece i poeti sono limitati e definibili, troppo spesso non all'altezza del loro ruolo. Dalla maggior parte dei contributi di questo volume infatti si definisce la distanza che si marca tra poesia e poeti, tra la profonditร  della prima e la superficialitร  dei secondi, tra le parole scritte e la vita vissuta, tra la necessitร  interiore e persino ancestrale del linguaggio e l'approccio strumentale di chi lo utilizza. Marco Cinque Si apre cosรฌ una voragine tra la natura di una poesia finalizzata alla condivisione e l'immarcescibile deriva narcisistica ed esibizionistica dei poeti, che si allinea tragicamente ai nostri tragici tempi, sempre piรน ostaggio di personalismi, individualismi, egocentrismi e tutti gli altri “ismi” ...

La dimensione etica ed epica nelle polifonie di Alencart: Giulia Notarangelo legge "Gli esodi, gli esili"

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La prof.ssa barese Giulia Notarangelo , giร  docente di materie letterarie nella scuola, poetessa, scrittrice e membro del comitato scientifico del semestrale letterario La Calce & Il Dado oltre che socio fondatore dell' APS Verso Levante , legge e recensisce Gli esodi, gli esili del poeta peruviano-salmantino Alfredo Pรฉrez Alencart , ordinario di Diritto presso l'Universitร  di Salamanca e Direttore degli Encuentros de Poetas Iberoamercanos en Salamanca , nella prima edizione italiana 2025 edita da Tabula fati (Chieti) e tradotta dal poeta e critico pugliese Vito Davoli . * * *  Gli esodi, gli esili รจ un’opera che si colloca con forza nel panorama della poesia contemporanea, non solo per la qualitร  formale, ma per la capacitร  di interrogare il presente senza cedere alla retorica. L’edizione italiana del 2025 contribuisce a colmare una lacuna nel panorama editoriale nazionale, rendendo accessibile un autore la cui statura poetica รจ ormai riconosciuta a livello internaziona...

Il caos compete con l’equilibrio: la recensione di Gianni Maria Tessari a "รˆ stato per caos" di Maria Pia Latorre

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Di seguito la recensione dell'artista  Gianni Maria Tessari all'ultima silloge di Maria Pia Latorre,  รˆ stato per caos (Tabula fati 2025), pubblicata nel febbraio 2026 sul blog OLIMPIA IN SCENA - lo spettacolo รจ di tutti. Eccone un estratto: Gianni Maria Tessari «Questo Caos, contenuto nelle poesie di Latorre, รจ il caos quotidiano che la societร  umana e le nostre singolaritร  psichiche tentano di articolare in un sistema utilizzabile in modo positivo per la nostra vita vissuta, per la nostra sopravvivenza, riuscendovi solo in parte e spesso con molta fatica. Cosรฌ di notte faccio a pezzi le parole del giorno e di notte raccolgo le parole della notte Stare dentro a un sasso a battere il ritmo con le onde della terra […]  Con gli occhi in tasca ci scivola il cielo dalle mani […] Il racconto-poetico di Maria Pia Latorre esprime la forza positiva di vita dei suoi “territori” emozionali, che pretenderebbero di scivolare, restando integri, da una dimensione sognata, interiore, ...