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Marco Cinque legge SULLA POESIA - Quaderno Primo

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Da questa intensa raccolta di testi e riflessioni “SULLA POESIA - quaderno primo” curata da Vito Davoli per P𝒐lveri - Collana di poesia Tabula fati , con prefazione di Lino Angiuli , emerge un quadro dove la Poesia è tanto illimitata e indefinibile quanto invece i poeti sono limitati e definibili, troppo spesso non all'altezza del loro ruolo. Dalla maggior parte dei contributi di questo volume infatti si definisce la distanza che si marca tra poesia e poeti, tra la profondità della prima e la superficialità dei secondi, tra le parole scritte e la vita vissuta, tra la necessità interiore e persino ancestrale del linguaggio e l'approccio strumentale di chi lo utilizza. Marco Cinque Si apre così una voragine tra la natura di una poesia finalizzata alla condivisione e l'immarcescibile deriva narcisistica ed esibizionistica dei poeti, che si allinea tragicamente ai nostri tragici tempi, sempre più ostaggio di personalismi, individualismi, egocentrismi e tutti gli altri “ismi” ...

La dimensione etica ed epica nelle polifonie di Alencart: Giulia Notarangelo legge "Gli esodi, gli esili"

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La prof.ssa barese Giulia Notarangelo , già docente di materie letterarie nella scuola, poetessa, scrittrice e membro del comitato scientifico del semestrale letterario La Calce & Il Dado oltre che socio fondatore dell' APS Verso Levante , legge e recensisce Gli esodi, gli esili del poeta peruviano-salmantino Alfredo Pérez Alencart , ordinario di Diritto presso l'Università di Salamanca e Direttore degli Encuentros de Poetas Iberoamercanos en Salamanca , nella prima edizione italiana 2025 edita da Tabula fati (Chieti) e tradotta dal poeta e critico pugliese Vito Davoli . * * *  Gli esodi, gli esili è un’opera che si colloca con forza nel panorama della poesia contemporanea, non solo per la qualità formale, ma per la capacità di interrogare il presente senza cedere alla retorica. L’edizione italiana del 2025 contribuisce a colmare una lacuna nel panorama editoriale nazionale, rendendo accessibile un autore la cui statura poetica è ormai riconosciuta a livello internaziona...

Il caos compete con l’equilibrio: la recensione di Gianni Maria Tessari a "È stato per caos" di Maria Pia Latorre

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Di seguito la recensione dell'artista  Gianni Maria Tessari all'ultima silloge di Maria Pia Latorre,  È stato per caos (Tabula fati 2025), pubblicata nel febbraio 2026 sul blog OLIMPIA IN SCENA - lo spettacolo è di tutti. Eccone un estratto: Gianni Maria Tessari «Questo Caos, contenuto nelle poesie di Latorre, è il caos quotidiano che la società umana e le nostre singolarità psichiche tentano di articolare in un sistema utilizzabile in modo positivo per la nostra vita vissuta, per la nostra sopravvivenza, riuscendovi solo in parte e spesso con molta fatica. Così di notte faccio a pezzi le parole del giorno e di notte raccolgo le parole della notte Stare dentro a un sasso a battere il ritmo con le onde della terra […]  Con gli occhi in tasca ci scivola il cielo dalle mani […] Il racconto-poetico di Maria Pia Latorre esprime la forza positiva di vita dei suoi “territori” emozionali, che pretenderebbero di scivolare, restando integri, da una dimensione sognata, interiore, ...

Mattia de Gennaro legge "Gli esodi, gli esili" e scrive all'autore (ita-esp)

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Caro Alfredo, ti scrivo dal mio esilio. Invoco il tuo solo nome per far sì che si manifesti in questo mio piccolo e modesto pensiero sulla tua opera la stessa familiarità che ho visto affiorare durante l’intera lettura de Gli esodi, gli esili. La vita ci vuole santi ed è, forse, questo - come tu scrivi - a costringerci a credere che un miracolo, prima o poi, dovrà spettarci. Che passi dalle nostre mani o da quelle altrui è proprio quel che determina la direzione di un esodo; le stigmate che diranno per noi se la nostra storia verrà raccontata andando o sulla via del ritorno.  Dei santi, però, si celebrano i fossili, le reliquie. E il corpo dello straniero, così contuso e inquieto, è un teatro inospitale per chiunque creda di poter calpestare la terra che egli raccoglie, di passo in passo, nelle sue mani; terra d’abbandono e di ricongiungimento, in un continuo scarto di sentieri logori, tenuti insieme dal calco della memoria che lo straniero si augura sempre possa renderli confine. ...

Sulla storica rivista letteraria ERBAFOGLIO, Antonello Zanda recensisce "Apnea in versi" di Marco Cinque

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Nella sua Lettera introduttiva , Luciana Castellina dice del suo imbarazzo a scrivere di un'opera poetica, perché la poesia è cosa intima a differenza del romanzo, che invece «si espone volutamente alla lettura dell'altro, gli è dedicato». Insomma, sarebbe un'"illecita intrusione" la sua, però poi aggiunge che si sente coinvolta in quel mondo di immagini. Perché i versi di Marco Cinque non sono mai autoreferenziali , e se c'è un "io" che parla gurdando il mondo, quello è l'uomo nella sua natura di zoon politikòn.  Questi si agitano e ci parlano coinvolti negli scenari complessi che caratterizzano la nostra vita sociale e politica in questi ultimi anni: dal covid alle immigrazioni, dalle guerre (con particolare attenzione al massacro sionista in Palestina) alla crisi delle democrazie occidentali con tutti i rischi che ne derivano sul piano dei diritti. L'apnea a cui rimanda Cinque è allora un atto resistenziale, un atto sospensivo, che ha anch...

Italo Interesse recensisce "Gli esodi, gli esili" di Alfredo Pérez Alencart sul Quotidiano di Bari

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Il 13 gennaio 2025, il giornalista e critico ITALO INTERESSE , intervenendo a proposito della più recente pubblicazione italiana Gli esodi, gli esili , del poeta peruviano-salmantino prof. Alfredo Pérez Alencart , così scrive nella pagina culturale del Quotidiano di Bari : Edito da Tabula Fati il primo dei cinque quaderni di cui si compone un’imponente opera antologica di Alfredo Pérez Alencart Migrare “dove le api creano nuovi favi” ‘Gli esodi e gli esili’ è rifl essione a tutto tondo: La prospettiva è ora quella del migrante, ora quella di chi accoglie; in altri momenti il verso scava nel cuore di chi ha visto gli altri partire Sospinta dalla curiosità o dalla forza della disperazione, l’umanità non è mai stata stanziale. Non lo sarà mai. Domani viaggeremo lontano dalla Terra per colonizzare pianeti. È nel nostro karma. Tutti quelli che oggi si sentono ‘invasi’ dovrebbero tenerlo a mente e manifestare tolleranza verso i migranti, soprattutto quando non hanno saputo evitare c...

Maria Pia Latorre scrive de "Gli esodi, gli esili" di Alfredo Pérez Alencart

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UN BELLISSIMO LIBRO CHE SQUARCIA IL CUORE Carissimo Alfredo, ho letto il tuo Gli esodi, gli esili. Bellissimo libro sulle migrazioni e tutto il suo portato di strappi e speranze. Un bellissimo libro che squarcia il cuore, come l'andare da una terra all'altra, alla ricerca di se stessi e del proprio spazio nel mondo. E poi quello spazio non va più bene e bisogna abbandonare tutto, gettar via una parte di sé per provare a ricominciare. Grazie per tutta la ricchezza che hai posto in questa opera. Per i grumi di dolore e i pugni di terra, per i sapori e i profumi che ci stordiscono perché stanno in fondo all'anima, chiusi in un forziere inaccessibile e quando si sprigionano non siamo più gli stessi di prima. Grazie per tutti i viaggi e il vagabondare a raccogliere pezzi di cuore e di famiglia, somiglianze e sorrisi, trasformazioni a cui non hai potuto partecipare per la distanza fisica tra te e i tuoi cari. Grazie per tutti i migranti del mondo, in cerca di casa e di un giusto ...

Mauro Macario scrive de "Gli esodi, gli esili" di Alfredo Pérez Alencart

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È un gran libro quello di Alfredo Pérez Alencart ! Dovrebbe essere distribuito nelle scuole italiane e inviato a certe autorità. Lo ricevo con immenso piacere e con la dedica dell'Autore, che è gran privilegio, un onore. Lo immagino come una gran bella persona. E, conoscendo il curatore della collana Vito Davoli , credo li abbia coesi e resi fraterni un'empatia particolare.  Certo che è anche un merito creativo aver tenuto un così lungo respiro su una linea monotematica. È anche inusuale. Forse Alecart è il solo poeta ad aver avuto così tante cose da raccontare su questo argomento con un poema epico di eco omerica. Leggendo un po' della sua vita capisco che il tema non poteva essere preso in superficie perchè implicava anche una sua origine familiare. Non potrà essere doppiato da nessun'altro. Gli ispano-americani e adiacenze - da me sempre amatissimi - scrivono ancora con le viscere aperte rispetto ai glaciali europei di tutta testa e poco sangue.  La sua struttura co...

Lino Angiuli a proposito di Guido Oldani e del suo "Un sottopasso"

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Ebbene, finalmente è stato detto chiaramente: «certa poesia che fatica ad uscire dal guscio del recinto egoico finisce per negare e per negarsi al panta rei dell’Uno, acquattandosi dentro le quattro mura dello psichismo “privato”, in quanto si priva della prodigiosa possibilità di intervenire sulla cosiddetta realtà con l’energia dell’intuizione/intenzione/azione. Il soggetto e l’oggetto non sarebbero più separabili in nome di discutibili e improbabili gerarchie categoriali». È LINO ANGIULI a scriverlo su Ytali.com nel suo articolo 𝑃𝑜𝑒𝑠𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑖: 𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝐺𝑢𝑖𝑑𝑜 𝑂𝑙𝑑𝑎𝑛𝑖 𝑒 𝑀𝑎𝑟𝑐𝑜 𝐵𝑒𝑙𝑙𝑖𝑛𝑖 recensendo 𝑼𝒏 𝒔𝒐𝒕𝒕𝒐𝒑𝒂𝒔𝒔𝒐 di Guido Oldani e 𝑶𝒓𝒊𝒛𝒛𝒐𝒏𝒕𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒊 𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂 di Marco Bellini. Così Angiuli a proposito di Un sottopasso : «l’opera di Guido Oldani apparsa per i tipi di Tabula Fati (Chieti, 2025) con il titolo Un sottopasso. Lamento bilingue per Michele Ubaldi , (...) deve il sottotitolo a...

Il commento di Gian Carlo Lisi alla poesia "Ho sognato" di Maria Pia Latorre in "È stato per caos"

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Gian Carlo Lisi (in foto), giornalista, animatore culturale e critico raffinato, commenta la poesia Ho sognato contenuta nell'ultima silloge di Maria Pia Latorre , È stato per caos , terzo volume della collana Polveri (Tabula fati, 2025).  Il commento è stato pubblicato nella rubrica poetica  Controverso , curata dallo stesso Lisi, sul numero di Taranto Buonasera online del 23 ottobre 2025. Gian Carlo Lisi HO SOGNATO Ho sognato il dolore degli ultimi salire la montagna Una processione di tristezza sporca a cercare lavoro in alta quota Ma gliel'hanno detto che lassù c'è solo roccia e ghiaccio sciolto? e come si fa ad andar su vestiti così? Nei bar illuminati i bianchi seduti coi loro cappuccini tiepidi leggono giornali senza pagine    La poesia di Maria Pia Latorre colpisce per la sua immediatezza e per la forza delle immagini che raccontano un dolore collettivo, attuale e concreto. In pochi versi l’autrice costruisce una scena di grande impatto visivo: “una p...

Il commento di David La Mantia alla poesia "Il racconto della Terra" di Maria Pia Latorre in "È stato per caos"

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Lo sguardo dal finestrino di un treno, l'immagine di un viaggio apre la poesia di Maria Pia Latorre. È già una dichiarazione d'intenti. È la storia di un amore, una vera e propria dichiarazione verso la natura e verso l'umanità tutta. È la ricerca di una ecologia di pensiero. Che si fa acqua e benedizione, frutto dell'amore ( Ogni fiume e rigagnolo e linea d'acqua /che ha fecondato la terra/ come ha voluto eros ).  David La Mantia Ed ecco, di seguito, le immagini di questa campagna ancora incontaminata dal male nel suo cuore, illuminata dell'umanità dei contadini ( E la terra che ha generato il cielo e ha dato volto all'amore/si è fatta umano,/uomodonna figlio della terra/ e dei frutti/ uomodonna che accarezza con gli occhi le zolle/contadini con erbe e foschie nelle narici ).  Questa età dell'oro, non nostalgica, ma visionaria ed insieme terrena, elimina le differenze di genere. Uomodonna è la parola insistita, l'ossimoro che si fa fusione, che si f...

Gianni A. Palumbo prefaziona "Un sottopasso" di Guido Oldani

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L’annuncio dell’età del “postumano”, con l’individuo ‘oggettificato’ al punto che per parlare di relazioni tra persone si debba assimilarle ai loro panni e cappotti, era già vivido nel Cielo di lardo , raccolta che Guido Oldani pubblicava per Mursia nel 2008. Perché quelle idee fossero elevate a chiarezza concettuale, si doveva attendere il pamphlet oldaniano dal titolo Il Realismo Terminale (Mursia 2010), espressione, nell’era delle ‘pandemie abitative’, di una «poetica» che è anche «una lettura del mondo: una fase del cammino dell’umanità aperto a esiti possibili di segno opposto». Questa poetica ha avuto forza aggregante considerevole, fino a produrre nel 2014 un conseguente Movimento. Subito è stata evidente la tensione del Realismo Terminale all’impegno civile, con la sua lucidità di sguardo sorretta dall’arma di un’ironia che, per ricorrere a un’espressione da Oldani riferita a Parini, è la vera «dinamite poetica». Gianni Antonio Palumbo A innervare Un sottopasso , silloge fino...

Adriana Giotti sull'opera poetica di Mauro Macario

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Il grave declino ideologico, intellettuale, civile e morale osteggia il riconoscimento e lo sviluppo dei talenti e pone evidenti limiti alla libertà d’espressione. Allo scrittore, cui è concesso un ampio margine di libertà nella rappresentazione di eventi e nella costruzione di situazioni, personaggi e dialoghi, non resta che adattarsi alla realtà contingente o rifugiarsi nella fantasia. Diverso è per il poeta, da sempre primario artefice, depositario e tutore della bellezza, del potere e del valore delle parole, che non può più limitarsi ad appagare la funzione tradizionale del patrimonio linguistico, a rendere intelligibili le idee, le opinioni e i concetti, e favorire la condivisione dei valori umani. Consapevole dell'arduo compito di salvare la parola dagli abusi e dai soprusi, Mauro Macario rifugge dalle composizioni particolaristiche, personalistiche e individualistiche, che piegano la poesia e l’arte alle intime intenzioni di un autore e alle sue personali aspirazioni, esige...

Vittorino Curci prefaziona "La vita naturale" di Vito Bruno

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  Di seguito la prefazione completa a La vita naturale di Vito Bruno, quarto volume della collana Polveri . Vittorino Curci (foto di Francesco Liuzzi) Inclino a credere che La vita naturale , il tema conduttore e anche il bellissimo titolo di questo libro, abbia qualche attinenza con l' esistere inteso come presenza incarnata, complessa e autentica di cui parla Miguel Benasayag nel suo saggio del 2018 Funzionare o esistere? . Il filosofo e psicanalista argentino – nel 2004 autore, con Gérad Schmit, di un libro di successo come L'epoca delle passioni tristi – proseguendo la sua ricerca sulla condizione umana di oggi analizza quel che accade in un sistema sociale quando una tecnologia evoluta e fuori controllo prende il sopravvento sulle persone trasformandole in macchine utili ed efficienti e privandole del benché minimo desiderio di esistere . Che fare in una situazione del genere? Benasayag suggerisce per prima cosa di «entrare di amicizia» con la propria fragilità: «ecco l...

Italo Interesse sul "Quotidiano di Bari" a proposito di È STATO PER CAOS

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