Viviane Ciampi a proposito delle "Scomposizioni" di Mauro Macario
“Questo sarร l’ultimo”, mi dice a ogni nuovo libro, l’amico poeta Mauro Macario. Lo afferma con tale costanza che ormai lo consideriamo una promessa di continuitร . Anche Scomposizioni , dunque, arriva accompagnato da un congedo al quale, affettuosamente, non crediamo. Mauro Macario come ben sanno quelli che frequentano la poesia, รจ quel figlio d’arte nato dal grande mago della rivista, il compianto Erminio Macario (i piรน grandi di noi sanno di chi parlo, e i piรน giovani dovrebbero studiarsi che cos’era la rivista, tassello importante della storia dello spettacolo). Mauro, a suo tempo, aveva scritto per il padre commedie divertenti, punteggiate di doppi sensi, corna, storie d’amore vere, ballerine da sogno e ironia irresistibile. Ma tornando a questo libro, il figlio di cotanto padre, il Mauro Macario poeta non fa del linguaggio un gioco, come ci si potrebbe aspettare: ognuna delle sue poesie รจ legata a ciรฒ che risente nel piรน profondo di se stesso: gli eventi della vita come le tragedi...