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Vittorino Curci sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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L’ARTE E LA POESIA SONO LE COSE VERE. IL RESTO È ILLUSIONE Di seguito dil discorso tenuto da Vittorino Curci a Mola di Bari, presso l’Accademia di Belle Arti, il 26 maggio 2023. C’è un detto di Ennio Flaiano che mi piace molto: «Ho una tale sfiducia nel futuro che faccio progetti solo per il passato». Nel mondo di oggi siamo circondati da persone che fanno progetti. Ma siccome pure io, come Flaiano, non mi fido del futuro, non cerco l’approvazione dei contem poranei o dei posteri ma mi accontento di quella dei miei maestri, di coloro che mi hanno indicato la strada della poesia: Leopardi, Ungaretti, Pavese, Char, Celan, Sereni. Sono loro che mi hanno fatto capire una cosa importante, e cioè che la poesia è una via di accesso alla realtà. Certo, lo è anche la ragione, ma in modo più limitato, perché l’uomo non è fatto soltanto di ragione. Oltretutto nel nostro tempo, nel tempo della tecnica, la ragione vie ne declinata soltanto in modo funzionale e utilitaristico. Raggiunge...

Marco Cinque sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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  LA POESIA È STANCA DI NOI Di seguito l'intervento di Marco Cinque , poeta, fotografo, musicista, attivista e giornalista romano ( Il Manifesto, Le Monde Diplomatique ), a proposito della poesia, edito sul blog di Beppe Costa il 17 aprile 2023. Credo che non siano tanto le parole a definire la po esia, ma è piuttosto la poesia a definire le parole che la rappresentano. Per quanto la si studi, per quanta fine grammatica si utilizzi, per quante migliaia di idiomi si possano sapere e per quanti celebrati autori e autrici si collezionino per ostentare la propria conoscenza, tutto questo non sarà mai sufficiente per accendere quel fuoco misterioso e insondabile che esiste da ancor prima dell’av vento della parola scritta, della grammatica, dei libri. Le descrizioni, le definizioni, le etichette che si danno alla poesia sono infinite, tuttavia risultano immancabilmente inadeguate, parziali, fuorvianti, strumentali, stucchevoli, persino inutili. Spesso coloro che si defini...

Ettore Catalano sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 L’AVIDITÀ DELLO SPECCHIO Jorge Luis Borges (...) confessava di essere un lettore edonistico, «cerco emozioni», diceva. Suggeriva, discutendo del misterioso fascino dei versi danteschi, che 19 la poesia a volte può essere un sorriso o una voce perduti e noi potremmo consentire con Domenico Porzio, eccel lente autore di una introduzione alle opere di Borges, che la letteratura, per lo scrittore argentino, forse anche la poesia, aggiungo io, è un gioco, un esercizio di arte com binatoria, una geometria del linguaggio affidato a una scacchiera di cristallo. E nel 1969 sempre Borges, nel prologo a Elogio de la sombra , affermava di non credere alle estetiche, astrazioni inutili, ciò che conta è l’emozione poetica, non l’informazione o il ragionamento, come aveva già in parte anticipato nel 1930, quando affermava che, al di là di tutto, la letteratura era l’arte «che sa profetizzare quel tempo in cui sarà ammutolita, e accanirsi sulla propria virtù e innamorarsi della propria dis...

Ali Al-Ameri sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 AL MONDO SERVE CHE LA POESIA SIA IN SALUTE Di seguito un stratto, in traduzione italiana dallo spagnolo, del discorso sulla poesia tenuto dal poeta palestinese/giordano Ali Al Ameri (responsabile del World Poetry Movement Jordan ), in apertura del festival della poesia di Madellin in Colombia nel 2023.  La scena attuale del mondo è ancora oscura, l’universo è immerso in tenebre, buio, sangue e dolore. Al pari dei virus, la vecchia colonizzazione ha avuto nuove “muta zioni”. Nonostante il mondo, nel campo delle tecnologie moderne, stia assistendo a uno sviluppo fuori dal comune, i valori umani sono in costante declino (...).  Il mondo è disturbato e ha bisogno di un sanatorio di poesia per restituire all’essere umano la sua anima perduta. Si rende necessaria una fratellanza poetica tra le diverse culture, al fine di riconsiderare i più alti valori umani che vengono devastati da una globalizzazione brutale, ogni giorno più potente e penetrante. Per questi moti...

Dante Maffia sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 LA PAROLA È IL LIMITE DELLA POESIA La parola è il limite della poesia . L’amico poeta Vito Davoli ha trovato questa mia espressione a pag. 16 di Che cos’è la poesia (Pace Edizioni, Torino 2023) e mi ha invitato a chiarire, se possibile, a specificare che cosa ho voluto dire perché sembra il paradosso deviante di una trovata che comunque vuole fare pensare e riaprire la discussione sulla condizione attuale della poesia in Italia e all’estero. È indiscusso che siamo caduti in una voragine confusa e affastellata di banalità e di luoghi comuni e che la poesia è divenuta, agli occhi di molti, un giardino di roselline di cartapesta alla portata di tutti e quindi quasi impossibile da ripristinare essendo una sostanza di cui non si ha più la minima conoscenza prima perché nessuno scomoda ormai i classici e poi perché, come dice la sostituta farmacista del quartiere romano di Centocelle, «il passato non conta, conta il presente, e nel presente la poesia è dettato senza pretese, compitino p...

Dalla prefazione di Salvatore Lo Bue a "Mi vestirò di blu" di Patrizia Amalfi

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È una terra desolata, a volte, l'anima di Patrizia Amalfi, un soffio d'amore sulle rovine. Il dolore trascorre come un fiume in piena e travolge tutti gli argini e quell'argine supremo che si chiama speranza. Non per questo però l'autrice di questi aridi e insieme verdi versi si perde in vanaglorie sul nulla o contempla con animo fiero i deserti. Non conosce retorica il suo cuore trafitto dalla luce della vita, non si perde in vane dicerie sul nulla. Rimane ferma nella sua certezza, sa che il tempo è crudele e non dà scampo, sa che come un ladro nella notte il divenire della vita può tendere pericoli e disperanti certezze, ma resta ferma l'autrice. Ferma nella certezza di una dignità dell'essere che non dà scampo. Rigorosa nel dettato che ricorda i lirici greci, non si concede e non concede nessuno sconto alla vita. Sa che quello che accade deve essere accettato, visto, a volte deriso, il più delle volte affrontato con una ragione del cuore che apre il cuore all...

Mircea Cărtărescu sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 LA POESIA È, DI FATTO, L’ALTRO NOME DELLA LIBERTÀ Dal discorso di ringraziamento di Mircea Cărtărescu , considerato il più grande scrittore rumeno contemporaneo e tra i maggiori al mondo, già candidato al Nobel per la letteratura, in occasione del Premio FIL di Letteratura in Lingue Romanz e (26 novembre 2022). La traduzione dal rumeno allo spagnolo è di Marian Ochoa De Eribe. Nella città-stato platonica, gli unici poeti am messi sono quelli ufficiali, i laureati, quelli che cantano inni e odi alla perfezione del sistema. La sua partitura è rigorosamente regolata, il suo discorso estetico è uno e invariabile. Il poeta libero, con un discorso plurale, che imita tutte le voci della città, non ha spazio nell’ordine prestabilito. È chiamato a render conto ai governanti che gli si inchinano e riconoscono il suo genio, però gli chiedono di abbandonare la città perché non risulta di alcuna utilità alla stessa. Non è di geni che necessita la società ideale ma di conformisti....

Daniela Marcheschi sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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SULLA POESIA: IL CANTO E LA MUSICA DEI SIGNIFICATI In un’intervista a Rai Cultura, la prof.ssa Daniela Marche schi interviene sulla poesia e, nello specifico, sulla differenza tra poesia e canzone; ed evidenzia, altresì, di aver curato la sua Antologia di poeti contemporanei. Tradizioni e innovazione in Italia (Milano, Mursia, 2016) scegliendo gli autori italiani (21) un po’ ovunque nella nostra penisola, «perché il vento della poesia soffia dove vuole: non si ferma solo a Roma e a Milano, dove ci sono i principali editori, ma si diffonde in tutto il resto del Paese».  Le abbiamo pertanto chiesto di riprendere i suoi ragiona menti e di illustrarli con maggiori dettagli. Canto significa “dire ad alta voce”. Tutta la poesia antica, quando usa la parola canto, indica proprio il dire ad alta voce. Parlare ad alta voce di fronte a un pubblico ampio non è come parlare in privato, a distanza ravvicinata. Ma non è neanche il cantare come lo intendiamo perlopiù oggi. Quindi c’...

Marco Cinque legge SULLA POESIA - Quaderno Primo

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Da questa intensa raccolta di testi e riflessioni “SULLA POESIA - quaderno primo” curata da Vito Davoli per P𝒐lveri - Collana di poesia Tabula fati , con prefazione di Lino Angiuli , emerge un quadro dove la Poesia è tanto illimitata e indefinibile quanto invece i poeti sono limitati e definibili, troppo spesso non all'altezza del loro ruolo. Dalla maggior parte dei contributi di questo volume infatti si definisce la distanza che si marca tra poesia e poeti, tra la profondità della prima e la superficialità dei secondi, tra le parole scritte e la vita vissuta, tra la necessità interiore e persino ancestrale del linguaggio e l'approccio strumentale di chi lo utilizza. Marco Cinque Si apre così una voragine tra la natura di una poesia finalizzata alla condivisione e l'immarcescibile deriva narcisistica ed esibizionistica dei poeti, che si allinea tragicamente ai nostri tragici tempi, sempre più ostaggio di personalismi, individualismi, egocentrismi e tutti gli altri “ismi” ...