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Pasquale Vitagliano sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 LA POESIA PERMETTE ANCORA DI (RI)CREARE IL MONDO La poesia รจ un habeas corpus . รˆ una forma di garanzia e difesa contro la colonizzazione cibernetica dell’immagi nario. La parola รจ l’estrema difesa della nostra integritร . Una resistenza all’alienazione della nostra identitร . Il poeta arabo Adonis ha coniato l’espressione “tran screazione” per dire che la poesia permette ancora agli esseri umani di (ri)creare il mondo, ancora meglio di “riedificarlo”. Se il dominio dell’IA vuole inchiodarci nello spazio quantitativo della probabilitร , la poesia ci permette di tenere vivo il mondo del possibile, immaginabile e rea lizzabile, fallibile, eppure, proprio per questo, interamente e autenticamente umano. Se i miti tendono a trasformare i segni in “sistema fattuale”, come ci ha insegnato Roland Barthes, lo sforzo della poesia รจ di ricondurre i segni e i simboli in un “siste ma essenziale.” La poesia cerca di stringere il legame tra significante e significato, ritornare dal segno a...

Vito Davoli sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 LA POESIA รˆ. ED รˆ CIร’ CHE ESSA STESSA DIVIENE Di seguito il testo integrale dell’intervista di Maurizio Evangelista a Vito Davoli, pubblicata sul «Quotidiano di Bari» in tre diverse parti tra febbraio e marzo 2025. Organizzatore e curatore di numerose antologie, nonchรฉ attivo promulgatore dell’arte poetica, Vito Davoli non รจ solo un poeta generoso, ma probabilmente tra i piรน significativi porta voce della poesia contemporanea del sud. Ho chiesto a Vito di confidarmi il suo approccio alla poesia, alla bellezza, che il verso deve sempre cogliere, la sua sfida nel cercare quella frattura del senso che sola crea un altro universo (Maurizio Evangelista). La poesia รจ ancora capace di una resistenza?   La poesia sicuramente sรฌ. I poeti forse un po’ meno. La poesia, fra i tanti, ha un grande pregio: รจ e diviene. Mi ha sempre incuriosito chi cerca di sintetizzare l’essenza della poesia attraverso la classica espressione “La poesia รจ...” questo o quello. Per caritร , tutt...

Maurizio Evangelista sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 LA POESIA COME ATTO DI PRESENZA: UNA FORMA DI INCARNAZIONE DELL’ALTRO Lo sguardo che la sensibilitร  alla scrittura ci offre รจ una possibilitร  reale di comunicazione. รˆ un varco, un passaggio attraverso cui l’individuo, pur nella solitudine del proprio spazio di lavoro — una scrivania, un letto disfatto, una panchina di cittร  o il sedile traballante di un treno — riesce ad abitare un altrove condiviso. Si รจ soli forse solo nella condizione fisica, materiale, del gesto della scrittura. Ma un attimo dopo, nel momento stesso in cui la parola si fa concreta, viva, e prende corpo sulla pagina, il proprio mondo si popola: di volti e voci, ma soprattutto di vite. La poesia accoglie e mescola l’identitร  dell’autore con quella degli altri, in uno scambio continuo di personalitร  e avvenimenti, di esperienze e visioni. Questa vocazione al dialogo profondo รจ qualcosa che ho imparato a poco a poco, affidandomi alla parola giorno dopo giorno, mentre costruivo la mia storia. Fin da...

Paolo Polvani sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 IL FASCINO DELLA POESIA STA NEL MISTERO: UNA PASSIONE E UNA GIOIA Il fascino della poesia sta nel mistero, nella sua inaf ferrabilitร : per quanto ci si sforzi di cercare definizioni adeguate, ogni risultato รจ provvisorio, manchevole, la poesia sfugge come un’anguilla ad ogni tentativo di de limitare un perimetro, di prospettare una dimensione definitiva, cosรฌ finisce che ogni sforzo proceda sulla via delle negazioni: non รจ poesia questo, quest’ altro non si fa, astenersi dal, questa strada รจ sbarrata, questo รจ vietato, se fai cosรฌ non รจ poesia, guardati bene dal…   Un procedimento che mi ricorda le trentaquattro negazioni usate per definire il Budda:  Il suo corpo non รจ nรฉ esistenza nรฉ non esistenza; non รจ nรฉ causa nรฉ effetto, non se stesso nรฉ un altro; non quadrato nรฉ rotondo, non corto nรฉ lungo; non ascendente nรฉ calante, non nascita nรฉ morte; non creazione nรฉ apparenza nรฉ artefatto; non seduto nรฉ sdraiato, non in movimento nรฉ fermo E cosรฌ di seguito fino...

Gianni Antonio Palumbo sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 HA PIร™ POTERE LA CETRA DI ORFEO CHE LA CLAVA DI ERCOLE Non รจ necessario che la poesia si riproponga artatamen te un fine di utilitร . Sua รจ quell’eterogenesi dei fini per cui, nell’epoca – scriveva Pascoli – che vedeva rotolare, «per il vano circolo della passione, le quadrighe vertiginose», un poeta, Parthenias, ossia Virgilio cantรฒ per cantare, per chรฉ sentiva che «sopra le fiere e i mostri aveva ancor piรน potere la cetra di Orfeo che la clava d’Ercole»10. Eppure, quel “canto per cantare” ebbe l’energia di additare, nel momento storico dell’inesausta corsa al potere, la bellezza delle humiles myricae e di esprimere l’aspirazione alla pace nel sorriso di un bambino che accoglie i genitori ed รจ da loro armoniosamente accolto. Ma qual รจ questa poesia che nella sua apparente inutilitร  si rivela utilissima? รˆ e puรฒ essere ancora la poesia civile? Per comporre poesia civile non รจ necessa rio sguinzagliare le bighe della retorica. Inneggiare alla deposizione di ogni conf...

Tania Di Malta sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 MORTE DI UN POETA VIAGGIATORE Quando si chiede a un poeta cosa pensa della poesia oggi, del suo stato di salute, della sua funzione, si apre spesso una trappola sottile: trasformare la riflessione in una forma di autolegittimazione. Si finisce per dire, in modo piรน o meno elegante, che quello che faccio io ha piรน senso di quello che fanno gli altri . รˆ un meccanismo diffuso, a volte involontario, ma che alimenta proprio quella logica da cui oggi la poesia dovrebbe emanciparsi: la logica del posizionamento al banco del mercato. Per questo motivo, sarebbe preferibile evitare di rispondere direttamente a queste domande. Non per sottrazione o indifferenza, ma per un preciso impegno di coerenza. Scrivere poesia civile impone il rispetto di un paradigma, di una postura chiara: dichiarare meno, dimostrare di piรน . Le motivazioni stanno nei testi, nelle antologie, nei saggi, nelle scelte tematiche, nel linguaggio. E i “risultati”, se ci sono, stanno sul campo, tra chi ha ...

Mauro Macario sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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  LA POESIA, L’ANIMA E IL CORPO La poesia si sposa in basso Il testo che segue รจ l'e stratto di un’intervista a cura di Roberta Petacco all’autore Mauro Macario, dal libro L’opera nuda (Puntoacapo editrice. 2021) Penso che la poesia sia giร  in essere in ciรฒ che la pro voca prima ancora di filtrarla nelle parole. รˆ preesistente al compito in classe. Ritengo davvero intrigante la protopoesia, l’evento che la determina, quasi sempre ignoto agli altri. Avendo lavorato in gioventรน fra teatro, cinema, tele visione, mi son fatto l’idea che la poesia non รจ una esclusi vitร  del mondo letterario come vorrebbero gli accademici, perchรฉ alla poesia non importa la scocca, il veicolo che s’intende usare per animarla e rappresentarla. Non รจ il genere che ti dร  la patente. รˆ la poesia che decide quel giorno dove andare, con chi uscire, a chi concedere la chiave d’entrata. Puรฒ essere un poeta letterario, certo, ma anche un cantautore, un regista, un pittore, uno scultore… Ferrรฉ, il mio ma...

Marco Ignazio de Santis sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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POESIA COME AUTENTICITร€ E CANTO In principio era la Forma . Per il piรน grande critico letterario italiano del XIX secolo, Francesco De Sanctis, la «Forma», con l’iniziale maiuscola, รจ un sรฌnolo inscindibile di espressione e contenuto, che si incarna nella poesia autentica. In altre parole, la Forma non va confusa con le forme estrinseche, come la lingua, la dizione, la metrica, lo stile, le figure retoriche, ecc. Il concetto desanctisiano coincide piuttosto con la «forma interiore», con un valo re totale, insomma con l’opera finita in sรฉ, frutto di un rapporto dialettico tra contenuto ed espressione sotto l’illuminazione della «fantasia». Dalla Forma cosรฌ intesa non si puรฒ prescindere. La grande poesia richiede un alto tasso di letterarietร , una struttura ritmica caratteristica («La poesia รจ la ragione messa in musica», aggiunge De Sanctis) e una peculiare modulazione dei versi. Sono i tre elementi che permettono di individuare un poeta di valore grazie alla sua incon fondibile ...

Pasquale Vitagliano scrive de "Gli esodi, gli esili" di A. P. Alencart sul litblog "La poesia e lo spirito"

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Sul litblog La poesia e lo spirito , fondato da  Fabrizio Centofanti , il poeta e critico pugliese  Pasquale Vitagliano dedica a Gli esodi, gli esili di Alfredo Pรฉrez Alencart le sue 20 righe (per niente) facili. «Quando finisce il viaggio?» Comincio dall’ Epilogo per introdurre queste righe su Gli esodi, gli esili (Tabula Fati, 2025) di Alfredo Perรฉz Alencart, tradotto da Vito Davoli.  La domanda, infatti, legittima questo intenso poema sulla migrazione, drammatica ed epocale vicenda storica che genera una condizione esistenziale. Da qui il titolo, all’esodo di popoli fa da contrappunto l’esilio, che nasce individuale. «Quando i sogni non si allungano piรน». Questo รจ il punto terminale. Che coincide con la vita stessa. Perchรฉ se siamo vivi sogniamo. Sogniamo le nostre paure. Oppure ciรฒ che desideriamo. E l’oggetto dei nostri desideri รจ generato dalle nostre condizioni di vita materiale. Perรฉz Alancart, poeta ispano-peruviano, canta l’epopea di tutti coloro che sono do...