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Dalla prefazione di Salvatore Lo Bue a "Mi vestirò di blu" di Patrizia Amalfi

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È una terra desolata, a volte, l'anima di Patrizia Amalfi, un soffio d'amore sulle rovine. Il dolore trascorre come un fiume in piena e travolge tutti gli argini e quell'argine supremo che si chiama speranza. Non per questo però l'autrice di questi aridi e insieme verdi versi si perde in vanaglorie sul nulla o contempla con animo fiero i deserti. Non conosce retorica il suo cuore trafitto dalla luce della vita, non si perde in vane dicerie sul nulla. Rimane ferma nella sua certezza, sa che il tempo è crudele e non dà scampo, sa che come un ladro nella notte il divenire della vita può tendere pericoli e disperanti certezze, ma resta ferma l'autrice. Ferma nella certezza di una dignità dell'essere che non dà scampo. Rigorosa nel dettato che ricorda i lirici greci, non si concede e non concede nessuno sconto alla vita. Sa che quello che accade deve essere accettato, visto, a volte deriso, il più delle volte affrontato con una ragione del cuore che apre il cuore all...

Mircea Cărtărescu sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 LA POESIA È, DI FATTO, L’ALTRO NOME DELLA LIBERTÀ Dal discorso di ringraziamento di Mircea Cărtărescu , considerato il più grande scrittore rumeno contemporaneo e tra i maggiori al mondo, già candidato al Nobel per la letteratura, in occasione del Premio FIL di Letteratura in Lingue Romanz e (26 novembre 2022). La traduzione dal rumeno allo spagnolo è di Marian Ochoa De Eribe. Nella città-stato platonica, gli unici poeti am messi sono quelli ufficiali, i laureati, quelli che cantano inni e odi alla perfezione del sistema. La sua partitura è rigorosamente regolata, il suo discorso estetico è uno e invariabile. Il poeta libero, con un discorso plurale, che imita tutte le voci della città, non ha spazio nell’ordine prestabilito. È chiamato a render conto ai governanti che gli si inchinano e riconoscono il suo genio, però gli chiedono di abbandonare la città perché non risulta di alcuna utilità alla stessa. Non è di geni che necessita la società ideale ma di conformisti....

Daniela Marcheschi sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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SULLA POESIA: IL CANTO E LA MUSICA DEI SIGNIFICATI In un’intervista a Rai Cultura, la prof.ssa Daniela Marche schi interviene sulla poesia e, nello specifico, sulla differenza tra poesia e canzone; ed evidenzia, altresì, di aver curato la sua Antologia di poeti contemporanei. Tradizioni e innovazione in Italia (Milano, Mursia, 2016) scegliendo gli autori italiani (21) un po’ ovunque nella nostra penisola, «perché il vento della poesia soffia dove vuole: non si ferma solo a Roma e a Milano, dove ci sono i principali editori, ma si diffonde in tutto il resto del Paese».  Le abbiamo pertanto chiesto di riprendere i suoi ragiona menti e di illustrarli con maggiori dettagli. Canto significa “dire ad alta voce”. Tutta la poesia antica, quando usa la parola canto, indica proprio il dire ad alta voce. Parlare ad alta voce di fronte a un pubblico ampio non è come parlare in privato, a distanza ravvicinata. Ma non è neanche il cantare come lo intendiamo perlopiù oggi. Quindi c’...

Marco Cinque legge SULLA POESIA - Quaderno Primo

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Da questa intensa raccolta di testi e riflessioni “SULLA POESIA - quaderno primo” curata da Vito Davoli per P𝒐lveri - Collana di poesia Tabula fati , con prefazione di Lino Angiuli , emerge un quadro dove la Poesia è tanto illimitata e indefinibile quanto invece i poeti sono limitati e definibili, troppo spesso non all'altezza del loro ruolo. Dalla maggior parte dei contributi di questo volume infatti si definisce la distanza che si marca tra poesia e poeti, tra la profondità della prima e la superficialità dei secondi, tra le parole scritte e la vita vissuta, tra la necessità interiore e persino ancestrale del linguaggio e l'approccio strumentale di chi lo utilizza. Marco Cinque Si apre così una voragine tra la natura di una poesia finalizzata alla condivisione e l'immarcescibile deriva narcisistica ed esibizionistica dei poeti, che si allinea tragicamente ai nostri tragici tempi, sempre più ostaggio di personalismi, individualismi, egocentrismi e tutti gli altri “ismi” ...

La dimensione etica ed epica nelle polifonie di Alencart: Giulia Notarangelo legge "Gli esodi, gli esili"

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La prof.ssa barese Giulia Notarangelo , già docente di materie letterarie nella scuola, poetessa, scrittrice e membro del comitato scientifico del semestrale letterario La Calce & Il Dado oltre che socio fondatore dell' APS Verso Levante , legge e recensisce Gli esodi, gli esili del poeta peruviano-salmantino Alfredo Pérez Alencart , ordinario di Diritto presso l'Università di Salamanca e Direttore degli Encuentros de Poetas Iberoamercanos en Salamanca , nella prima edizione italiana 2025 edita da Tabula fati (Chieti) e tradotta dal poeta e critico pugliese Vito Davoli . * * *  Gli esodi, gli esili è un’opera che si colloca con forza nel panorama della poesia contemporanea, non solo per la qualità formale, ma per la capacità di interrogare il presente senza cedere alla retorica. L’edizione italiana del 2025 contribuisce a colmare una lacuna nel panorama editoriale nazionale, rendendo accessibile un autore la cui statura poetica è ormai riconosciuta a livello internaziona...

È uscito SULLA POESIA, 7° volume e Primo Quaderno della collana POLVERI

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FINALMENTE DISPONIBILI I QUADERNI DI POLVERI SULLA POESIA Eccoci! Finalmente disponibile il 𝑄𝑢𝑎𝑑𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑃𝑟𝑖𝑚𝑜 della nuova serie speciale 𝑺𝑼𝑳𝑳𝑨 𝑷𝑶𝑬𝑺𝑰𝑨, numero 7 della collana P𝒐lveri edita da Tabula Fati , contraddistinta dalle copertine chiare: un'esperienza di analisi diverse e un invito alla riflessione nel 𝘤𝘰𝘳𝘱𝘶𝘴 di una collana non solo 𝒅𝒊 Poesia ma anche 𝒔𝒖𝒍𝒍𝒂 Poesia. AA. VV., 𝑆𝑈𝐿𝐿𝐴 𝑃𝑂𝐸𝑆𝐼𝐴. 𝑄𝑢𝑎𝑑𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑃𝑟𝑖𝑚𝑜, con prefazione di Lino Angiuli, Edizioni Tabula Fati , Chieti, 2026 è disponibile sul sito dell'editore a questo link: https://tabulafati.com/ec/product_info.php?products_id=2778 Disponibile anche su AMAZONLibri qui: https://amzn.to/4sqSoau I 𝑄𝑢𝑎𝑑𝑒𝑟𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑃𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑖 raccolgono riflessioni, analisi, osservazioni e studi sullo stato attuale della poesia contemporanea. Questo primo quaderno, con la prefazione di 𝗟𝗶𝗻𝗼 𝗔𝗻𝗴𝗶𝘂𝗹𝗶, raccoglie i contributi di:  Ali Al Ameri AL MONDO SERVE CHE LA P...

Il caos compete con l’equilibrio: la recensione di Gianni Maria Tessari a "È stato per caos" di Maria Pia Latorre

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Di seguito la recensione dell'artista  Gianni Maria Tessari all'ultima silloge di Maria Pia Latorre,  È stato per caos (Tabula fati 2025), pubblicata nel febbraio 2026 sul blog OLIMPIA IN SCENA - lo spettacolo è di tutti. Eccone un estratto: Gianni Maria Tessari «Questo Caos, contenuto nelle poesie di Latorre, è il caos quotidiano che la società umana e le nostre singolarità psichiche tentano di articolare in un sistema utilizzabile in modo positivo per la nostra vita vissuta, per la nostra sopravvivenza, riuscendovi solo in parte e spesso con molta fatica. Così di notte faccio a pezzi le parole del giorno e di notte raccolgo le parole della notte Stare dentro a un sasso a battere il ritmo con le onde della terra […]  Con gli occhi in tasca ci scivola il cielo dalle mani […] Il racconto-poetico di Maria Pia Latorre esprime la forza positiva di vita dei suoi “territori” emozionali, che pretenderebbero di scivolare, restando integri, da una dimensione sognata, interiore, ...

Mattia de Gennaro legge "Gli esodi, gli esili" e scrive all'autore (ita-esp)

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Caro Alfredo, ti scrivo dal mio esilio. Invoco il tuo solo nome per far sì che si manifesti in questo mio piccolo e modesto pensiero sulla tua opera la stessa familiarità che ho visto affiorare durante l’intera lettura de Gli esodi, gli esili. La vita ci vuole santi ed è, forse, questo - come tu scrivi - a costringerci a credere che un miracolo, prima o poi, dovrà spettarci. Che passi dalle nostre mani o da quelle altrui è proprio quel che determina la direzione di un esodo; le stigmate che diranno per noi se la nostra storia verrà raccontata andando o sulla via del ritorno.  Dei santi, però, si celebrano i fossili, le reliquie. E il corpo dello straniero, così contuso e inquieto, è un teatro inospitale per chiunque creda di poter calpestare la terra che egli raccoglie, di passo in passo, nelle sue mani; terra d’abbandono e di ricongiungimento, in un continuo scarto di sentieri logori, tenuti insieme dal calco della memoria che lo straniero si augura sempre possa renderli confine. ...

Sulla storica rivista letteraria ERBAFOGLIO, Antonello Zanda recensisce "Apnea in versi" di Marco Cinque

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Nella sua Lettera introduttiva , Luciana Castellina dice del suo imbarazzo a scrivere di un'opera poetica, perché la poesia è cosa intima a differenza del romanzo, che invece «si espone volutamente alla lettura dell'altro, gli è dedicato». Insomma, sarebbe un'"illecita intrusione" la sua, però poi aggiunge che si sente coinvolta in quel mondo di immagini. Perché i versi di Marco Cinque non sono mai autoreferenziali , e se c'è un "io" che parla gurdando il mondo, quello è l'uomo nella sua natura di zoon politikòn.  Questi si agitano e ci parlano coinvolti negli scenari complessi che caratterizzano la nostra vita sociale e politica in questi ultimi anni: dal covid alle immigrazioni, dalle guerre (con particolare attenzione al massacro sionista in Palestina) alla crisi delle democrazie occidentali con tutti i rischi che ne derivano sul piano dei diritti. L'apnea a cui rimanda Cinque è allora un atto resistenziale, un atto sospensivo, che ha anch...