Maurizio Evangelista sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri
LA POESIA COME ATTO DI PRESENZA: UNA FORMA DI INCARNAZIONE DELL’ALTRO Lo sguardo che la sensibilità alla scrittura ci offre è una possibilità reale di comunicazione. È un varco, un passaggio attraverso cui l’individuo, pur nella solitudine del proprio spazio di lavoro — una scrivania, un letto disfatto, una panchina di città o il sedile traballante di un treno — riesce ad abitare un altrove condiviso. Si è soli forse solo nella condizione fisica, materiale, del gesto della scrittura. Ma un attimo dopo, nel momento stesso in cui la parola si fa concreta, viva, e prende corpo sulla pagina, il proprio mondo si popola: di volti e voci, ma soprattutto di vite. La poesia accoglie e mescola l’identità dell’autore con quella degli altri, in uno scambio continuo di personalità e avvenimenti, di esperienze e visioni. Questa vocazione al dialogo profondo è qualcosa che ho imparato a poco a poco, affidandomi alla parola giorno dopo giorno, mentre costruivo la mia storia. Fin da...