La poesia, la lotta, l'eresia, la disobbedienza nelle "Scomposizioni" di Mauro Macario lette da Nicola Vacca
«Scavare / scavare tutta la vita / cercare un senso sepolto / come una talpa cieca / un cane affamato di ossi / un rabdomante di lacrime / sotto la crosta terrestre / fino ad arrivare alla mia lapide / senza sapere che verso scegliere / lasciarne uno qualunque / a un visitatore distratto / poi decidere di essere solo polvere / cancellare ogni trappola illusoria / quasi l’esistenza fosse l’ultima». Mi hanno colpito subito questi versi leggendo Scomposizioni di Mauro Macario. Il poeta così si presenta e ci dice subito dove sta la sua poesia: Macario come Caproni scava nel muro della terra, vede con disincanto e lucidità le macerie, scrive non dimenticando mai di essere poeta di carne e sangue. Macario è un poeta che con le parole ha deciso di lottare, ogni suo verso è un dardo che si scaglia contro questo nostro tempo in preda alle convulsioni della decadenza e dell’omologazione culturale. «Macario – scrive Anna Leone nella prefazione – si conferma come uno degli ultimi poeti della disob...