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Frammenti d'amaro calice nelle "Scomposizioni" di Mauro Macario lette da Adam Vaccaro

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Negli eserghi c’รจ una citazione di Cesare Pavese, “Solo ciรฒ che รจ trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale”, cui segue un’altra di Robert Walser: “La delusione non si scorda mai”. Il libro ci immerge quindi in un corpo a corpo, con coraggio privo di schermi consolatori, nelle ferite, piccole e grandi, che la vita ci lascia nel suo scorrere fuori dal nostro controllo, tra delizie, illusioni e perdite. E i testi sono una sorta di anelli o tappe della propria vicenda antropologica, che pagano il conto e smentiscono il percorso di banderuola al vento nella mani di Eolo, rivendicando la responsabilitร  delle proprie scelte, di una individualitร  inarresa, seppure priva di ogni alone di individualismo becero: «ho tagliato il cordone ombelicale/ dal ventre sociale/…/ svestito di ogni addobbo precotto/… / senza legittimare nessun capobranco/ solo davanti ai giganti», (LA FILIERA DI PROTEO, p.13). Ma da dove nasce questa che sembra una fuga ignobile dal campo di battaglia, di e...

Adriana Giotti legge "Scomposizioni" di Mauro Macario

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Tre elementi sorprendono di Mauro Macario : il primo, รจ la via inattesa e atipica attraverso la quale raggiunge i lettori (spesso, il dono), un attraversamento dello spazio quasi in anonimato, con il pudore e la riservatezza di chi รจ uso a muoversi con cautela nella vita; il secondo, รจ la corporea (ma tutt’altro che casuale) scelta delle dimensioni esigue di quasi tutte le sue raccolte, che annuncia e lascia presagire la fatica, l’importanza e la preziositร  di ogni singolo verso. Sono due elementi esteriori, certo, ma tutt’altro che trascurabili, per chi ha imparato a riconosce in Mauro Macario, non un mero servente e tutore della poesia, ma una delle rare voci redentrici, animata e ispirata dal bisogno di rivitalizzare gli spiriti abulici, (naturalmente o affettatamente) resi insensibili dai fatti umani, dalla cronaca di un declino senza precedenti. รˆ questo secondo elemento che costringe il lettore a riflettere su quanto sia vero che se non esistono parole che possano risvegliare lo ...

Lo scrittore e regista Leandro Castellani legge le "Scomposizioni" di Mauro Macario

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Scomposizioni mi รจ giunta, piรน di una settimana fa, impreziosita da un’affettuosa dedica dell’autore, l’ultima raccolta poetica del mio amico Mauro Macario. Se per divorarla รจ bastato un giorno ce ne sono voluti assai di piรน per rileggerla ancora, meditarla e farsene conquistare e assorbire, tanto la poesia di Mauro รจ fatta di parole semplici ma complesse nella loro pregnanza. Figlio del mio primo idolo, il grande personaggio e attore comico Macario che ebbi la fortuna e il privilegio di avere come mio interprete in anni molto inoltrati, Mauro ha vissuto un’esistenza creativa per qualche verso parallela alla mia: regista, innamorato di cinema e televisione, scrittore. Una vita inquieta. A me ha fatto riscoprire la poesia come una irruente ed inquieta rivoluzione, in anni in cui mi ero rassegnato – dopo averne abusato in testi e racconti umoristici e programmaticamente divertenti – a considerarla e “vederla in giro” come fuga irenica e leziosa dalla realtร . Vi ritrovavo le parole del p...

Una nota di lettura di Giosanna Pigoni alle "Scomposizioni" di Mauro Macario

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Scomposizioni e' l' ultima splendida raccolta di Mauro Macario .Si tratta di una quarantina di poesie che ancora una volta evidenziano il valore artistico e umano del nostro Poeta. Traggo questi pochi versi da una poesia dal titolo significativo Non e' una Poesia : nessun cavaliere errante attraversa questa valle solo un piccolo uomo spaventato dalla vita.   Per chi,come me, ha letto quasi tutta la sua produzione poetica, รจ stata una sorpresa emotiva forte.Mai il nostro Autore ha mostrato debolezze, anzi il segno distintivo della sua scrittura e' rivolta, ribellione a ogni romanticheria, disincanto e negazione delle illusioni. Qui Macario non scrive, ma de/scrive... va intorno e ovunque per frammentare la vita,ridurla a esperimento vano che lascia di sรฉ nostalgia e amarezza...un tale allontanamento dalla Vanitร  che lascia senza speranza alcuna. Leggere e rileggere Scomposizioni porta con sรฉ la conseguente riflessione per trovare almeno un varco di serenitร  in tanta de...

Le "Scomposizioni" di Mauro Macario lette da Miro Renzaglia

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In Scomposizioni Mauro Macario manomette le parole e rivolta contro il presente la lingua degli apparati. Tra ribellione, memoria, teatro e lutto, il verso continua proprio quando confessa di non bastare. Giร  il titolo indica il metodo. In Scomposizioni Mauro Macario apre e manomette le parole, poi le rimette in circolo con qualcosa che prima non contenevano. Gli oligarchi diventano «oligranchi»; l’anacoreta e l’anarchico si saldano in «anarcoreta»; la danza taumaturgica della madre si guasta in «traumaturgica» per una lettera sola che s’intromette. Il giudizio compare nel punto della saldatura. Macario toglie la parola al proprio uso e la costringe a significare di nuovo. Anche i titoli, del resto, obbediscono a un tic alfabetico che si interrompe e riprende: da Appartenenza a Verbale d’infrazioni , poi da Al guado a Incantesimo . In superficie il libro accetta un ordine solo. E non sempre. Sotto quell’ordine di superficie agisce la lingua degli apparati . Ci sono il referto che ...

Marco Cinque legge "Scomposizioni" di Mauro Macario

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Quella di Mauro Macario รจ una voce che resta, una scomoda testimonianza dei nostri tempi, un viaggio in terza classe che, attraverso la nuditร  di una coscienza rimasta incorrotta, illumina le tante ombre che affliggono questa nostra civiltร  cannibale che ormai sembra arrivata al proprio epilogo. Questa nostra incivile civiltร , questa disumana umanitร  trasformata in un serpente che ingoia se stesso, moltiplicandosi in una infezione virale che ha corrotto qualunque possibile orizzonte. La parola poetica inarresa di questa raccolta intitolata Scomposizioni , edita da P๐’lveri - Collana di poesia Tabula fati i, diretta da Vito Davoli, diventa miccia dirompente, arma di ragione, di rivendicazione e di senso per potersi opporre a un declino annunciato. Quella di Mauro Macario รจ dunque una forma di resistenza, un appello a dimettersi da un futuro kamikaze che si sta svendendo come merce patinata dai piedistalli dei nostri privilegi coloniali, della nostra follia egocentrica, della nostra vig...

Miro Renzaglia a proposito di "Sulla Poesia. Quaderno Primo"

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Un sincero ringraziamento al poeta, filosofo e critico letterario Miro Renzaglia per questa acuta disamina del primo quaderno ๐‘†๐‘ข๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘ƒ๐‘œ๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘Ž (Edizioni Tabula Fati, 2026), alla redazione de www.ilfondo.org per l'ospitalitร  e all'editore Marco Solfanelli per la pubblicazione e la segnalazione. Cosรฌ scrive Renzaglia : «C'รจ un rischio particolare quando sono i poeti a interrogarsi sulla poesia: che l'oggetto dell'indagine finisca per assumere le virtรน di chi lo interroga. Sulla poesia. Quaderno primo, curato da Vito Davoli, conosce il pericolo. La prefazione di Lino Angiuli propone di «perlustrare» il fare poetico senza consegnarlo a una definizione, e il volume tiene fede alla cautela: nessuna formula chiude la poesia. Intorno a lei, perรฒ, il Quaderno addensa la «progettualitร  umana» e il contributo che il poeta puรฒ offrire all'edificazione di un mondo migliore. L'indefinibilitร  รจ salva. Sopravvivono anche l'autenticitร  e la responsabilitร , dist...

Marta Maria Camporeale a proposito di "Sulla Poesia. Quaderno Primo"

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Diciannove testi illuminanti SULLA POESIA in questo Quaderno primo . Ciascun autore, con stile e profonditร , ha presentato l’indissolubile legame tra corpo e anima che nutre la tradizione millenaria della poesia. Vito Davoli, Direttore della collana e curatore dell’opera, ha condensato nel titolo quel comune denominatore che fa di questo florilegio letterario una raccolta di esperienzialitร . A queste affascinanti letture non voglio attribuire aggettivi: non basterebbero ad apprezzare la generosa precisione con cui ogni autore ha descritto il valore della poesia per sรฉ. Dalla prefazione di Lino Angiuli e in ogni capitolo emergono sempre nuove espansioni del pensiero e i fondamenti di una profonda resistenza alla superficialitร , nel rispetto dell’onestร  letteraria che custodisce la vera poesia. Fuori da ogni luogo comune, ogni argomento si armonizza su come la poesia, nella sua semplice complessitร , permetta all’innato bisogno dell’essere umano di venir fuori dal suo silenzio, per trasf...

Pasquale Vitagliano sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 LA POESIA PERMETTE ANCORA DI (RI)CREARE IL MONDO La poesia รจ un habeas corpus . รˆ una forma di garanzia e difesa contro la colonizzazione cibernetica dell’immagi nario. La parola รจ l’estrema difesa della nostra integritร . Una resistenza all’alienazione della nostra identitร . Il poeta arabo Adonis ha coniato l’espressione “tran screazione” per dire che la poesia permette ancora agli esseri umani di (ri)creare il mondo, ancora meglio di “riedificarlo”. Se il dominio dell’IA vuole inchiodarci nello spazio quantitativo della probabilitร , la poesia ci permette di tenere vivo il mondo del possibile, immaginabile e rea lizzabile, fallibile, eppure, proprio per questo, interamente e autenticamente umano. Se i miti tendono a trasformare i segni in “sistema fattuale”, come ci ha insegnato Roland Barthes, lo sforzo della poesia รจ di ricondurre i segni e i simboli in un “siste ma essenziale.” La poesia cerca di stringere il legame tra significante e significato, ritornare dal segno a...