Francesco Sassetto interviene sulle "Scomposizioni" di Mauro Macario
Queste righe vogliono restituire a Mauro Macario, gigantesco Poeta e amico fraterno ( Scomposizioni mi è giunto in dono alcuni giorni fa, accompagnato da un’affettuosissima e commovente dedica) il debito contratto con lui, in termini di vicinanza umana e di fare poetico. Da anni (penso alle potenti raccolte Le trame del disincanto , all’autoantologia Il culto del disordine , tanto per citarne due tra le più materialmente “corpose”) la poesia di Mauro è stata per me un “modello”, un punto di riferimento nell’indicare una via, un modus poetandi che solo i veri Maestri sanno trasmettere. Anche in quest’ultima opera – lucidissima la Presentazione di Anna Leone - si ritrovano alcuni caratteri fondanti la poetica di Macario, il suo modus esemplare di fare poesia: «e io scrivo ancora poesie / ma non mi attardo / sul cinguettìo degli uccelli / o sui gerani ai balconi / vorrei dare / suono odore fiele / alle efferatezze umane» . E dunque «scavare / scavare tutta la vita / cercare un sen...