Mauro Macario sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

 LA POESIA, L’ANIMA E IL CORPO
La poesia si sposa in basso

Il testo che segue Γ¨ l'estratto di un’intervista a cura di Roberta Petacco all’autore Mauro Macario, dal libro L’opera nuda (Puntoacapo editrice. 2021)

Penso che la poesia sia giΓ  in essere in ciΓ² che la pro voca prima ancora di filtrarla nelle parole. È preesistente al compito in classe. Ritengo davvero intrigante la protopoesia, l’evento che la determina, quasi sempre ignoto agli altri.

Avendo lavorato in gioventΓΉ fra teatro, cinema, tele visione, mi son fatto l’idea che la poesia non Γ¨ una esclusi vitΓ  del mondo letterario come vorrebbero gli accademici, perchΓ© alla poesia non importa la scocca, il veicolo che s’intende usare per animarla e rappresentarla. Non Γ¨ il genere che ti dΓ  la patente. È la poesia che decide quel giorno dove andare, con chi uscire, a chi concedere la chiave d’entrata. PuΓ² essere un poeta letterario, certo, ma anche un cantautore, un regista, un pittore, uno scultore… FerrΓ©, il mio maestro, diceva : «Non Γ¨ la parola che fa la poesia, ma la poesia che illustra la parola». 


Naturalmente all’estero questa diatriba Γ¨ giΓ  stata risolta da piΓΉ di sessanta anni con un tacito decreto egualitario che ha posto alla linea di partenza, artisti provenienti da pascoli creativi diversi e solo apparente mente lontani tra loro.

Le classificazioni gerarchiche/razziste non esistono in arte, esistono nella critica teorica. D’altra parte, qui da noi persiste un equivoco calcificato in una sclerosi catto-scolastica che vede nella poesia il luogo della sublimazione celeste, dotata di un trampolino che la proietta tra un verso e l’altro, in un’ascesi mistica che, non arrivando tra le nuvole bibliche, atterra solo al bar di Medjugorje. Anche nelle recensioni, oltre che nelle ascensioni, si constata la presenza invasiva di questa tendenza, quando certi critici citano passaggi poetici concernenti l’elevazio ne spirituale, l’amore universale, l’eternitΓ , il Signore onnipresente, gli angeli e altri volatili di origine divina.

 CosΓ¬ salmodiando anche lo stile ne risente, ripiegando su moduli formali obsoleti e stucchevoli. La parte laica, minoritaria, sovente perdente, cerca di controbattere questo fenomeno tutto italico. Meglio sarebbe stato se, oltre la naturale inclinazione intimista cui la poesia necessariamente attinge (l’amato e imbattuto Pavese su tutti), ci fosse stata da parte dei poeti moderni anche un’attenzione partecipata e magari furibonda ai processi socio-storici del nostro tempo, alle utopie critiche, alle rivolte ideologiche o ribellistiche, all’indignazione morale. Vedi Pasolini, Ginsberg, Corso, Ferlinghetti, Hirschman, Beck, Rothenberg. MacchΓ©, troppi gerani da cantare, trop pe lune a cui ululare. Attenzione viscerale e dirompente, invece, che troviamo in altri paesi dalle tensioni conte nutistiche piΓΉ evolute e libere che non hanno circoscritto le tematiche alla lista nozze.

La grande poesia si sposa in basso, dal ventre fin sotto i piedi e brinda col sangue alle miserie del mondo: Baudelaire, Rimbaud, Bukowski. 


 Leggi l'intervento completo di MAURO MACARIO su:

AA. VV., SULLA POESIA. Quaderno Primo, (prefazione di Lino Angiuli)
Tabula fati, Chieti, 2026

 

Commenti

Post popolari in questo blog

In dialogo con Maria Pia Latorre a proposito di "È stato per caos": le ragioni di un libro

La dimensione etica ed epica nelle polifonie di Alencart: Giulia Notarangelo legge "Gli esodi, gli esili"

È uscito SULLA POESIA, 7° volume e Primo Quaderno della collana POLVERI