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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Dalla prefazione di Salvatore Lo Bue a "Mi vestirò di blu" di Patrizia Amalfi

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È una terra desolata, a volte, l'anima di Patrizia Amalfi, un soffio d'amore sulle rovine. Il dolore trascorre come un fiume in piena e travolge tutti gli argini e quell'argine supremo che si chiama speranza. Non per questo però l'autrice di questi aridi e insieme verdi versi si perde in vanaglorie sul nulla o contempla con animo fiero i deserti. Non conosce retorica il suo cuore trafitto dalla luce della vita, non si perde in vane dicerie sul nulla. Rimane ferma nella sua certezza, sa che il tempo è crudele e non dà scampo, sa che come un ladro nella notte il divenire della vita può tendere pericoli e disperanti certezze, ma resta ferma l'autrice. Ferma nella certezza di una dignità dell'essere che non dà scampo. Rigorosa nel dettato che ricorda i lirici greci, non si concede e non concede nessuno sconto alla vita. Sa che quello che accade deve essere accettato, visto, a volte deriso, il più delle volte affrontato con una ragione del cuore che apre il cuore all...

Mircea Cărtărescu sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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 LA POESIA È, DI FATTO, L’ALTRO NOME DELLA LIBERTÀ Dal discorso di ringraziamento di Mircea Cărtărescu , considerato il più grande scrittore rumeno contemporaneo e tra i maggiori al mondo, già candidato al Nobel per la letteratura, in occasione del Premio FIL di Letteratura in Lingue Romanz e (26 novembre 2022). La traduzione dal rumeno allo spagnolo è di Marian Ochoa De Eribe. Nella città-stato platonica, gli unici poeti am messi sono quelli ufficiali, i laureati, quelli che cantano inni e odi alla perfezione del sistema. La sua partitura è rigorosamente regolata, il suo discorso estetico è uno e invariabile. Il poeta libero, con un discorso plurale, che imita tutte le voci della città, non ha spazio nell’ordine prestabilito. È chiamato a render conto ai governanti che gli si inchinano e riconoscono il suo genio, però gli chiedono di abbandonare la città perché non risulta di alcuna utilità alla stessa. Non è di geni che necessita la società ideale ma di conformisti....

Daniela Marcheschi sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

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SULLA POESIA: IL CANTO E LA MUSICA DEI SIGNIFICATI In un’intervista a Rai Cultura, la prof.ssa Daniela Marche schi interviene sulla poesia e, nello specifico, sulla differenza tra poesia e canzone; ed evidenzia, altresì, di aver curato la sua Antologia di poeti contemporanei. Tradizioni e innovazione in Italia (Milano, Mursia, 2016) scegliendo gli autori italiani (21) un po’ ovunque nella nostra penisola, «perché il vento della poesia soffia dove vuole: non si ferma solo a Roma e a Milano, dove ci sono i principali editori, ma si diffonde in tutto il resto del Paese».  Le abbiamo pertanto chiesto di riprendere i suoi ragiona menti e di illustrarli con maggiori dettagli. Canto significa “dire ad alta voce”. Tutta la poesia antica, quando usa la parola canto, indica proprio il dire ad alta voce. Parlare ad alta voce di fronte a un pubblico ampio non è come parlare in privato, a distanza ravvicinata. Ma non è neanche il cantare come lo intendiamo perlopiù oggi. Quindi c’...