Mircea Cฤƒrtฤƒrescu sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

 LA POESIA รˆ, DI FATTO, L’ALTRO NOME DELLA LIBERTร€

Dal discorso di ringraziamento di Mircea Cฤƒrtฤƒrescu, considerato il piรน grande scrittore rumeno contemporaneo e tra i maggiori al mondo, giร  candidato al Nobel per la letteratura, in occasione del Premio FIL di Letteratura in Lingue Romanze (26 novembre 2022).
La traduzione dal rumeno allo spagnolo รจ di Marian Ochoa De Eribe.


Nella cittร -stato platonica, gli unici poeti am messi sono quelli ufficiali, i laureati, quelli che cantano inni e odi alla perfezione del sistema. La sua partitura รจ rigorosamente regolata, il suo discorso estetico รจ uno e invariabile. Il poeta libero, con un discorso plurale, che imita tutte le voci della cittร , non ha spazio nell’ordine prestabilito. รˆ chiamato a render conto ai governanti che gli si inchinano e riconoscono il suo genio, perรฒ gli chiedono di abbandonare la cittร  perchรฉ non risulta di alcuna utilitร  alla stessa. Non รจ di geni che necessita la societร  ideale ma di conformisti. 

Il genio รจ incontrollabile e, perciรฒ stesso, sovversivo. Provoca il cambio che piรน temono i legislatori. Introduce nella cittร  l’inquietudine, il dubbio, l’ironia, il sarcasmo, la sollevazione in fin dei conti. Esprime, come diceva Kafka della sua propria arte, la “negativitร ” in un mondo di sorrisi felici disegnati su palloncini. La letteratura – scriveva anche l’autore praghese – non ha l’obbligo di consolare nรฉ rallegrare. Deve invece svegliare le coscien ze. Dev’essere un’ascia che rompa il ghiaccio delle menti delle persone. E questo ghiaccio รจ esattamente l’ordine precostituito della cittร  ideale; quell’incapacitร  a evolversi, quella morte dell’anima sulla quale hanno scritto tutti coloro che sono stati e sono contrari ai sistemi totalitari. 

L’artista, specialmente il poeta, si รจ da sempre opposto all’ordine, alla disciplina, alle regole, ai sistemi, in tutte le epoche e in qualsiasi tipo di societร . Ha sempre trovato ripugnanti il conformismo e l’ipocrisia. Ha rifiutato le veritร  e i valori accettati dalla maggioranza. Si รจ sempre sollevato contro tutto quello che soffoca la libertร  umana. 

La poesia non รจ intrattenimento e il poeta, come pensano ancora in tanti, un disadattato con la testa fra le nuvole. Anche nei modi piรน apparentemente inoffen-sivi quali possono essere un sonetto d’amore o una poesia sulla natura, la poesia risulta sovversiva in tutti quei mondi sottomessi a un controllo capillare; giacchรฉ queste poesie sono impregnate di una libertร  interiore. E in esse esiste pure il fermento dell’insurrezione e della disobbedienza. 

Nel corso dei millenni, dalla Repubblica di Platone fino ai giorni nostri, i poeti, apparenti passerotti cante rini, inutili e talvolta perfino ridicoli agli occhi dei loro simili, sono stati sistematicamente perseguitati, accusati e molte volte assassinati per le loro idee e le loro visioni e i loro libri censurati, proibiti e bruciati in diversi momenti della storia. L’arte della poesia, sempre alla ricerca della bellezza, sempre agonizzante e sempre resuscitata, รจ sempre stata inclusa inevitabilmente fra i mezzi piรน efficaci per ravvivare le coscienze, per ridestare la dignitร  umana, per preservare la libertร  sempre minacciata nel nostro mondo hobbesiano. La poesia รจ, di fatto, l’altro nome della libertร .



Leggi l'intervento completo di MIRCEA Cฤ‚RTฤ‚RESCU su:

AA. VV., SULLA POESIA. Quaderno Primo, (prefazione di Lino Angiuli)
Tabula fati, Chieti, 2026


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