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Dalla prefazione di Salvatore Lo Bue a "Mi vestirò di blu" di Patrizia Amalfi

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È una terra desolata, a volte, l'anima di Patrizia Amalfi, un soffio d'amore sulle rovine. Il dolore trascorre come un fiume in piena e travolge tutti gli argini e quell'argine supremo che si chiama speranza. Non per questo però l'autrice di questi aridi e insieme verdi versi si perde in vanaglorie sul nulla o contempla con animo fiero i deserti. Non conosce retorica il suo cuore trafitto dalla luce della vita, non si perde in vane dicerie sul nulla. Rimane ferma nella sua certezza, sa che il tempo è crudele e non dà scampo, sa che come un ladro nella notte il divenire della vita può tendere pericoli e disperanti certezze, ma resta ferma l'autrice. Ferma nella certezza di una dignità dell'essere che non dà scampo. Rigorosa nel dettato che ricorda i lirici greci, non si concede e non concede nessuno sconto alla vita. Sa che quello che accade deve essere accettato, visto, a volte deriso, il più delle volte affrontato con una ragione del cuore che apre il cuore all...