Dalla prefazione di Salvatore Lo Bue a "Mi vestirΓ² di blu" di Patrizia Amalfi

È una terra desolata, a volte, l'anima di Patrizia Amalfi, un soffio d'amore sulle rovine. Il dolore trascorre come un fiume in piena e travolge tutti gli argini e quell'argine supremo che si chiama speranza.

Non per questo perΓ² l'autrice di questi aridi e insieme verdi versi si perde in vanaglorie sul nulla o contempla con animo fiero i deserti. Non conosce retorica il suo cuore trafitto dalla luce della vita, non si perde in vane dicerie sul nulla. Rimane ferma nella sua certezza, sa che il tempo Γ¨ crudele e non dΓ  scampo, sa che come un ladro nella notte il divenire della vita puΓ² tendere pericoli e disperanti certezze, ma resta ferma l'autrice. Ferma nella certezza di una dignitΓ  dell'essere che non dΓ  scampo. Rigorosa nel dettato che ricorda i lirici greci, non si concede e non concede nessuno sconto alla vita. Sa che quello che accade deve essere accettato, visto, a volte deriso, il piΓΉ delle volte affrontato con una ragione del cuore che apre il cuore alla poesia, la mente alla veritΓ , il corpo alla accettazione.

Non siamo di fronte a un libro di poesie vuote e vane che fanno dell'io l'imbelle protagonista di una presa in giro della verità. Non leggeremo versi che alleggeriscono il peso della vita e lo deridono, che invocheranno natura e illusione nella speranza, questa illusoria, di ingannare la verità. Chi aprirà questo libro leggerà versi veri, sentirà il pulsare di un cuore indomabile, di una volontà ferrea che non cede al facile dire di sì alla menzogna su se stessi. Certo, le parole grondano potenza dolorosa e a volte disperante speranza, ma è questo che deve fare la poesia quando appare misteriosa nel nostro universo: traversare il dolore universale per attingere la Bellezza del Bene, che è il vero cuore, la vera essenza, la vera natura di quello che chiamiamo Poesia.

Salvatore Lo Bue


Non saranno le facili strade dell'Io che ci condurranno alla meta. Non saranno i prati, le nuvole, le citazioni di se stessi, le tentazioni di cantare l'amore e illudere la nostra vera essenza a metterci sulla strada del vero. Eterna illusione Γ¨ pensare che la poesia sia espressione di sentimenti. La poesia Γ¨ espressione della veritΓ  ed Γ¨ soltanto il canto della crisi, il canto che ci porta a varcare la soglia e scoprire un altrove ignoto a noi stessi e al mondo. Quanto piΓΉ sono chiari gli occhi e capaci di vedere, tanto piΓΉ risuonerΓ  il Canto che rivela noi stessi.

E il Canto Γ¨ l'approdo di Patrizia Amalfi:

Voglio vestirmi di bianco   
per guadagnare metri d’aria
da qui all’ultimo orizzonte.
Il mare Γ¨ fermo
verso sera scivolerΓ² nei suoi abissi.

Si veste del bianco delle parole l'autrice. Di quel bianco evocato da Daumal quando parlava di poesia bianca, vestita di veritΓ , e di poesia nera, vestita di oscuro individualismo. Il canto mette insieme l'abisso della notte interiore e il cielo delle parole, non teme di scendere nell'inferno del dolore e di risalire nel cielo della creazione dove farmaco sono le parole e conforto supremo scrivere.

Come ogni anima che vede, sogna, medita, sente, desidera e scrive, Patrizia Amalfi raggiunge poco a poco e con fatica una scrittura sempre piΓΉ rarefatta e insieme impregnata della terra della sofferenza. Il destino avverso non la piega, non la percuote, non la muta. Resiste e insiste nel suo Canto di dolore e di vita, di speranza e di disperazione: tra essere e nulla, tutto Γ¨ il mutarsi in parola. Vestirsi di blu, con il vello della grazie che le Muse ricamano in cielo.

Mi vestirΓ² di blu questa notte

per quelle gambe magre di bambina

col vestito leggero

che lascia scoperte ferite sempre aperte

(a contarle tutte si confondono con l’infinito)

oppure saranno scintille di fuoco

esplose come improvvisa preghiera.


Qui non si vedono lacrime

nΓ© braccia di madri

per addormentare figlie e figli.


C’Γ¨ sabbia questa notte

tra ciottoli e buio

a suonare canzoni d’amore

per chi resta e per chi vuole solo passare.


Mi vestirΓ² di blu questa notte

per i miei mille e mille alter ego

viandanti sulle strade del mondo

persi nei giovani occhi di chi vive ora

senza scartare niente dei sogni e dei dolori.



Bellissimo Γ¨ il dolore del ritorno al passato, poeticissima la nostalgia di questi versi che rendono a tutti gli effetti Patrizia Amalfi una autrice vera.

La sua scrittura mai serena, implacabile come solo la veritΓ  puΓ² essere, non teme di inerpicarsi su pareti poco battute, non ha paura dell'abisso che si spalanca improvviso quando tutto sembra terso e chiaro. Procede sulla corda tesa sul nulla come una equilibrista che sa che puΓ² cadere ma sa anche che la vita Γ¨ questo: un breve viaggio sulla corda tesa della nostra fraterna comune fragilitΓ .

Una splendida lezione questo libro, una testimonianza sorprendente di come niente potrΓ  mai piegare un'anima che sa vestirsi del blu delle parole anche quando sente incombere il silenzio. Una raccolta di versi testimone di un'anima tersa che ha visto con chiarezza che cosa significhi davvero vivere, scrivere e amare.

Salvatore Lo Bue



P. AMALFI, Mi vestirΓ² di blu, Tabula fati, Chieti, 2026
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