Pasquale Vitagliano sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri
LA POESIA PERMETTE ANCORA DI (RI)CREARE IL MONDO
La poesia Γ¨ un habeas corpus. Γ una forma di garanzia e difesa contro la colonizzazione cibernetica dell’immagi nario. La parola Γ¨ l’estrema difesa della nostra integritΓ . Una resistenza all’alienazione della nostra identitΓ .
Il poeta arabo Adonis ha coniato l’espressione “tran screazione” per dire che la poesia permette ancora agli esseri umani di (ri)creare il mondo, ancora meglio di “riedificarlo”. Se il dominio dell’IA vuole inchiodarci nello spazio quantitativo della probabilitΓ , la poesia ci permette di tenere vivo il mondo del possibile, immaginabile e rea lizzabile, fallibile, eppure, proprio per questo, interamente e autenticamente umano.
Se i miti tendono a trasformare i segni in “sistema fattuale”, come ci ha insegnato Roland Barthes, lo sforzo della poesia Γ¨ di ricondurre i segni e i simboli in un “siste ma essenziale.” La poesia cerca di stringere il legame tra significante e significato, ritornare dal segno al senso, anzi connettere il senso delle parole al senso stesso delle cose. Le parole poetiche come particelle sospese si accumulano per effetto del campo di forza del testo-realtΓ che le argina, le piega, le lascia passare ricongiungendole, in una nuova forma, al loro significato piΓΉ autentico. La poesia Γ¨ un linguaggio ritrovato. La lingua di un nuovo mondo.
La tecnologia ha riproposto lo scontro tra necessitΓ e libero arbitrio. La poesia Γ¨ una forma, forse solitaria ed estrema, di resistenza, come nel libro distopico Fahrenheit 451. La poesia Γ¨ una lingua, quella di comunitΓ spontanee che cercano di sottrarsi ad un drammatico processo di formattazione antropologica. Γ un luogo, in quanto fornisce a questi gruppi di profughi dell’umanitΓ di ritrovarsi e di riconoscersi. Alla coazione della connessione, solo appa rentemente libera e voluta, contrappone l’umanitΓ della relazione, di cui i nessi della prosodia sono l’espressione piΓΉ alta e irripetibile.
Il legame della poesia con la nostra voce e il nostro corpo Γ¨ indissolubile. Pertanto, incarna un habeas corpus contemporaneo e transmoderno. La poesia Γ¨ l’ultimo salvacondotto per la libertΓ umana. Dobbiamo essere consapevoli che il nostro corpo Γ¨ l’ultima frontiera della nostra umanitΓ . La linea estrema di presidio della nostra civiltΓ , di specie non di nazione. In questo senso la poesia Γ¨ sempre civile. Come la bio-politica mira a plasmare e ibridare anche i nostri corpi, la poesia come una neo-lingua si ripropone come bio-poesia. Come ha scritto Alberto Bertoni, «la poesia innesca una forza oppositiva, capace di immaginazione e trasformazione delle percezioni piatte, automatizzate. All’immaginario istituito dei sistemi social e di IA, la poesia contrappone una versione alternativa e piΓΉ autentica della realtΓ ».
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