Adam Vaccaro sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri

LA POESIA È UN ALBERO DI CUORI 

Il testo che segue Γ¨ tratto dal volume A. VACCARO, Percorsi di adiacenza. Antologia di ricerca critica dei linguaggi della poesia e dell’arte, Marco Saya Editore 2025, pp.600-601.


La poesia è un albero di cuori. Cuore come centro di una qualche entità o area mentale individuabili. Ognuno di noi ha tanti cuori, ognuno dei quali presume o pretende di essere il centro della nostra identità. Ogni parte di noi continua a reclamare questa centralità assoluta. Non solo quelle aree mentali riconducibili alle modalità operative di Io, Es, Superìo, ma anche ambiti ed esperienze della vita, quali lavoro, famiglia, amori, passioni ecc... Ne nascono inevitabili problemi per una saggia gestione del nostro insieme e della sua complessità. Ne nascono anche costi per la nostra felicità. La poesia scon fessa continuamente queste pretese e illusioni, ponendosi fuori da ogni singola centralità per tentare di restituirci il senso della totalità.

Quindi nella scrittura, nell’energia (di volta in volta chiamata ispirazione, fuoco, Genio, ecc.) che trova una forma chiamata poesia, agisce questa sollecitazione al recupero della nostra totalitΓ . Senza questo scarto, anomalo rispetto al nostro cor rente impegno con una o piΓΉ parti di noi, non esiste poesia; a nulla servono allitterazioni e rime, assonanze e ritmi fascinosi e perfetti, forme tradizionali o versi innovativi.

La poesia Γ¨ questo tentativo di un’identitΓ , di prendere tutte le carabattole che ci portiamo dietro e dentro e di cercare di riordinarle secondo un’altra logica, una logica che istituisce un punto di vista impossibile, perchΓ© Γ¨ esterno, senza dimora, entro una parte di noi o del resto.

E fa questo perchΓ© le altre logiche non ci soddisfano, ci fanno stare male.


 Leggi l'intervento completo di ADAM VACCARO su:

AA. VV., SULLA POESIA. Quaderno Primo, (prefazione di Lino Angiuli)
Tabula fati, Chieti, 2026

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