Daisy Zamora sulla Poesia nel primo quaderno di Polveri
PO/ΓTICA
Originaria del Nicaragua, Daisy Zamora Γ¨ stata combattente durante la rivoluzione nicaraguense; ha partecipato all’operazione di conquista del Palazzo Nazionale, sede del Congresso di Somoza, ed Γ¨ stata direttrice della programmazione e annunciatrice della emittente clandestina Radio Sandino. GiΓ viceministro della cultura del suo paese, sotto il Ministero del grande poeta Ernesto Cardenal, Γ¨ fondatrice del Centro Nicaraguense degli Scrittori (CNE), dell’Associazione Nicaraguense delle Donne Scrittrici (ANIDE) e della Coalizione delle Donne in Nicaragua, Γ¨ nota per la sua lotta in difesa dei diritti delle donne.
La poesia Γ¨ essenzialmente rivoluzionaria, perchΓ© penetra nell’essenza di ciΓ² che accade e rivela la veritΓ nascosta sotto l’apparenza. Inoltre, la poesia Γ¨ di per sΓ© rivoluzione, perchΓ© essendo vera, rivela qualcosa che pro duce una rivoluzione interiore in chi la legge e apporta anche contributi che rivoluzionano e arricchiscono i lin guaggi. Ma, per quanto strano possa sembrare, la poesia Γ¨ anche una bugia che dice la veritΓ .
(...) Le poesie nascono dall’esperienza individuale. Ma questa esperienza, cosΓ¬ privata, trascende il personale, perchΓ© il poeta (o la poeta) non si limita a raccontare ciΓ² che accade in una strada trafficata o nella solitudine di una stanza, ma esplora anche (e contemporaneamente) gli strati piΓΉ profondi della condizione umana per rivelare le paure, le angosce e gli alti e bassi della coscienza mentre si immerge nelle profonditΓ del proprio essere.
Leggendo questo tipo di poesia, ci sentiamo come se un fulmine avesse colpito la nostra mente e il nostro cuore allo stesso tempo. Non possiamo evitare quella familiare sensazione di estraneitΓ che ci ricorda continuamente la solitudine di ogni essere, la solitudine della vita in questo mondo e come, in quella solitudine, si disegna e si ricrea anche un mondo.
Anche tutti gli sconvolgimenti della storia, come le guerre, le lotte politiche o le rivolte sociali contro i regimi tirannici, possono essere sentiti e letti come metafore della nostra vita interiore. Corrispondono e possono rappresentare l’angoscia individuale della mortalitΓ , del fallimento, della disperazione o del tradi mento; l’intero groviglio di desideri frustrati, aspettative fallite e speranze mal riposte che ci perseguitano tutte e tutti.
Il personale e il politico, il privato e il pubblico, si alimentano costantemente l’un l’altro, perchΓ© siamo individui ma viviamo in famiglie e comunitΓ , e condivi diamo il destino di un particolare luogo di nascita, della sua cultura e della sua storia.
Ho detto che la poesia Γ¨ la piΓΉ alta delle arti perchΓ© sono nata in Nicaragua, un Paese dove la poesia Γ¨ l’unica arte che sostiene tutto ed esprime tutto, ed Γ¨ anche l’unica utopia possibile. Ho convissuto con la poesia dacchΓ© ne ho memoria. La poesia Γ¨ stata anche parte integrante della rivoluzione nicaraguense. Quando dovevo combat tere, le mie poesie erano nel mio zaino. La poesia Γ¨ come la nostra patria, il luogo a cui apparteniamo.
Il Nicaragua Γ¨ stato definito la “Repubblica dei poeti”, perchΓ© la poesia ha svolto anche ruoli extraletterari nella societΓ . Γ stata una delle risorse emblematiche per resistere e anche combattere l’oppressione, da quando vivevamo sotto l’impero spagnolo, attraverso il neocolonialismo degli Stati Uniti e i suoi interventi a metΓ del XIX secolo, oltre all’occu pazione del nostro Paese nei primi decenni del XX secolo, e poi contro le dittature che hanno afflitto il Nicaragua, compresa quella attualmente al potere. I nostri poeti sono eroi culturali, profeti e leader nat urali per il popolo.
Nel corso della storia abbiamo avuto poeti che hanno giustiziato tiranni e poeti che sono morti combattendo per la libertΓ del Paese. Ecco perchΓ© i poeti sono come i nostri santi patroni, perchΓ© la nostra comp rensione della poesia, della poetica e dell’etica, ha a che fare con il concetto del fare ciΓ² che si dice di fare, in modo che le azioni siano supportate dalle parole. La poesia Γ¨ stata la nostra etica, la nostra filosofia, la nostra storia, il nostro libro sacro.
Durante la rivoluzione nicaraguense, Ernesto Carde nal, allora ministro della Cultura, disse che bisognava socializzare i mezzi di produzione poetica affinchΓ© tutto il popolo potesse appropriarsi della poesia, perchΓ© appropriarsi della poesia ci rende piΓΉ umani. Il popolo nicaraguense ha un’ampia formazione poetica perchΓ© Γ¨ stata fatta una massiccia educazione alla poesia in tutto il Paese. La nostra poesia vibra con le voci dell’antica Grecia, brilla con lo splendore del latino, canta con la cadenza dello spagnolo, grida con le nostre lingue native e danza con i ritmi africani e caraibici. La nostra identitΓ di nicaraguensi nasce dalla poesia, perchΓ© crediamo che sia la custode della memoria. La poesia Γ¨ la nostra piΓΉ grande conquista e forse la nostra unica ereditΓ .
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