Marco Cinque legge "Scomposizioni" di Mauro Macario

Quella di Mauro Macario Γ¨ una voce che resta, una scomoda testimonianza dei nostri tempi, un viaggio in terza classe che, attraverso la nuditΓ  di una coscienza rimasta incorrotta, illumina le tante ombre che affliggono questa nostra civiltΓ  cannibale che ormai sembra arrivata al proprio epilogo. Questa nostra incivile civiltΓ , questa disumana umanitΓ  trasformata in un serpente che ingoia se stesso, moltiplicandosi in una infezione virale che ha corrotto qualunque possibile orizzonte.


La parola poetica inarresa di questa raccolta intitolata Scomposizioni, edita da P𝒐lveri - Collana di poesia Tabula fatii, diretta da Vito Davoli, diventa miccia dirompente, arma di ragione, di rivendicazione e di senso per potersi opporre a un declino annunciato. Quella di Mauro Macario Γ¨ dunque una forma di resistenza, un appello a dimettersi da un futuro kamikaze che si sta svendendo come merce patinata dai piedistalli dei nostri privilegi coloniali, della nostra follia egocentrica, della nostra vigliacca ipocrisia.

Da quel che colgo, perΓ², Γ¨ che non si tratta solo di un libro di poesie, arricchito da un'appassionata presentazione di Anna Leone, perchΓ© queste Scomposozioni sembrano scritte col proprio sangue per arrivare al sangue degli altri. Scomporre per poi rilegare tutto con una nuova visione di mondo, che in realtΓ  Γ¨ una visione antica che si rifΓ  a quella sapienza ancestrale che vede nella dimensione circolare inclusiva l'unica possibilitΓ  per realizzare un'esistenza armonica e condivisa.

Anche se siamo vicini al nulla della ragione, per Mauro resistere continua ad essere un'urgenza, una necessitΓ , una prioritΓ  alla resa incondizionata a cui l'umanitΓ  si sta condannando. I suoi scritti sono diretti e senza fronzoli barocchi, eppure riescono ad essere immensamente profondi nella loro essenza, che si disvela senza ermetismi, senza inganni estetici, senza esibizionismi accademici, dove viene esiliata la necessitΓ  di esibire a vantaggio dell'irriducibile volontΓ  di condividivisione con ogni possibile ascolto.

Il percorso poetico di questa raccolta si srotola scomponendosi e ricomponendosi, come la matassa di una vita il cui filo lega Proteo alla Naja, l'Appartenenza all'Oblio, la Metamorfosi all'Alternanza, gli Anni Sessanta alla Casa Leopardi, le Conquiste al Crepuscolo, il Rispetto al Travaglio, il Viaggio di Adorno al Caro Leo e quest'ultimo Γ¨ un tributo commovente al Maestro, all'amico, al fratello e compagno Leo FerrΓ©, che ha lasciato la sua impronta profonda nell'esistenza e nella poetica di Macario.

Questo libro forse Γ¨ una sorta di autobiografia in versi, ma anche un trattato di filosofia, di politica, di letteratura, di cultura, di storia, di storie, di Memoria, di perdite, di sconfitte, di amore, di passioni, di poesia. In questa generosa raccolta non ci sono maschere dove nascondere il proprio sguardo, perchΓ© «alla scuola della Poesia non si impara, ci si batte!», come ci aveva insegnato FerrΓ¨ in uno dei suoi manifesti poetici.

E quel manifesto Mauro lo ha fatto suo, come un'ereditΓ  preziosa da tramandare, un'eco da moltiplicare, un respiro da scambiarsi assieme a Pietro Gori, Nicola Sacco, Bartolomeo Vanzetti, Giuseppe Pinelli, Percy Shelley, H. D. Thoreau, Lev Tolstoj, Julian Beck, Albert Camus, Piero Ciampi, Lawrence Ferlinghetti, Fabrizio De AndrΓ© e a tutti coloro che hanno lottato per continuare a far vivere in noi la fiaccola dell'Anarchia.

Marco Cinque


M. MACARIO, Scomposizioni, Tabula fati, Chieti, 2026
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