La coscienza in frantumi e l'impossibilitร di abitare il presente: Lucrezia Lombardo legge Mauro Macario
Il testo che segue รจ un estratto della recensione di Lucrezia Lombardo edita su glistatigenerali.com, alla raccolta di poesie Scomposizioni di Mauro Macario (Edizioni Tabula Fati, 2026), un’opera che sa interrogare la societร e che usa l’immaginazione e la letteratura per sovvertire il presente e il linguaggio.
La realtร contemporanea sembra aver perfezionato una singolare capacitร : produrre incessantemente parole, immagini e informazioni, mentre diventa sempre piรน difficile distinguere ciรฒ che merita attenzione da ciรฒ che reclama soltanto un consumo immediato. In questo scenario, la poesia puรฒ ancora esercitare una funzione critica? Puรฒ restituire profonditร all’esperienza, quando il mondo tende a ridurla a una successione di eventi rapidamente sostituibili? ร attorno a queste domande che si sviluppa una possibile lettura di Scomposizioni, la raccolta di Mauro Macario pubblicata nel 2026 da Edizioni Tabula Fati.
Il libro si colloca in una zona di attrito fra la coscienza individuale e le forme attraverso cui la societร organizza interpreta e spesso neutralizza l’esperienza. Non vi si incontra un soggetto poetico disposto ad accettare il presente come un orizzonte inevitabile, nรฉ una voce che cerca nella letteratura una parentesi protettiva rispetto alla storia. Al contrario, la scrittura di Macario si espone alle contraddizioni del proprio tempo, ne registra le deformazioni e tenta di sottrarle alla familiaritร con cui siamo ormai abituati ad accoglierle.
La questione decisiva non รจ soltanto che cosa sia diventato il mondo, ma che cosa accade alla nostra capacitร di percepirlo. L’assuefazione alla violenza, la trasformazione dei rapporti umani in funzioni, la progressiva subordinazione del giudizio a logiche estranee alla responsabilitร personale non costituiscono semplicemente fenomeni da denunciare: investono il modo stesso in cui l’individuo abita la realtร . ร qui che la poesia di Macario acquista una particolare rilevanza, perchรฉ riconosce nella crisi del presente anche una crisi degli strumenti attraverso cui lo comprendiamo.
Il linguaggio รจ dunque uno dei luoghi privilegiati di questa indagine. In Scomposizioni, pertanto, le parole non vengono considerate entitร stabili, depositarie di significati acquisiti una volta per tutte, ma sono piuttosto materiali mobili, suscettibili di essere alterati, accostati in modo inatteso, restituiti a una dimensione nella quale il loro uso abituale rivela improvvisamente qualcosa di problematico (...).
La scrittura di Macario agisce soprattutto quando interrompe la fluiditร del discorso ordinario. Il suo gesto consiste nel rendere nuovamente visibili le contraddizioni che la consuetudine ha reso opache e, in questa decostruzione, l’ironia e il paradosso non servono ad allontanare il lettore dalla realtร , bensรฌ a ricondurlo al suo carattere problematico. Ridere, in questo contesto, non significa necessariamente alleggerire: puรฒ essere il primo momento di un riconoscimento amaro.
La modernitร appare perciรฒ attraversata da una sproporzione: le capacitร operative dell’uomo crescono, mentre non รจ affatto certo che crescano nella stessa misura la sua responsabilitร e la sua comprensione dell’altro. Il problema non รจ la tecnica in quanto tale, ma la possibilitร che essa diventi un fine autosufficiente, sottraendosi a ogni interrogazione sulle conseguenze delle proprie applicazioni.
Anche la rappresentazione dell’umanitร futura, evocata in Metamorfosi, si inscrive in questa tensione: l’orizzonte di una convivenza fondata sulla pluralitร si confronta pertanto con la possibilitร di un ordine che consideri la differenza una minaccia. La questione politica diventa allora antropologica: quale idea di essere umano si afferma quando l’uniformitร viene preferita alla complessitร e l’obbedienza alla libertร ?
Macario non tratta queste contraddizioni con il distacco di chi osserva un fenomeno dall’esterno. La sua scrittura assume piuttosto una posizione, talvolta radicale, e non nasconde l’urgenza del proprio giudizio. Ne deriva una poesia che non ambisce all’imparzialitร come valore assoluto, perchรฉ considera l’indifferenza una possibile forma di complicitร .
La sua voce civile, tuttavia, trova il proprio significato piรน profondo quando la denuncia non rimane una dichiarazione di principio, ma diventa una domanda rivolta alla coscienza del lettore. Non basta riconoscere le storture del mondo: occorre interrogare il modo in cui esse vengono tollerate, giustificate e progressivamente assimilate.
(...) La coscienza non appare come un tribunale capace di pronunciare sentenze definitive, ma come uno spazio nel quale il passato continua a interferire con il presente.
ร un passaggio importante, perchรฉ impedisce di leggere la raccolta esclusivamente come un atto d’accusa contro il mondo esterno. Le contraddizioni, infatti, non appartengono soltanto alle istituzioni o alla collettivitร , ma attraversano anche l’individuo, che non puรฒ sottrarsi alla propria storia nรฉ considerarsi interamente padrone delle ragioni che lo guidano.
La memoria, in questa prospettiva, non รจ un archivio ordinato, ma una forza che riapre continuamente ciรฒ che sembrava concluso, modificando la percezione del tempo e mettendo in crisi la pretesa di una biografia lineare. Il passato non viene semplicemente ricordato: ritorna, devia il corso dei pensieri, costringe a riconsiderare decisioni e convinzioni.
La scomposizione riguarda dunque anche l’identitร . Il soggetto non coincide perfettamente con l’immagine che costruisce di sรฉ, perchรฉ รจ costituito da esperienze che non sempre riesce a comprendere e da legami che continuano ad agire anche quando sono venuti meno. L’io poetico si scopre perciรฒ attraversato da presenze e assenze, da certezze che cedono e da domande che resistono a ogni soluzione.
Lucrezia Lombardo
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M. MACARIO, Scomposizioni, Tabula fati, Chieti, 2026




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