Adriana Giotti legge "Scomposizioni" di Mauro Macario
Tre elementi sorprendono di Mauro Macario : il primo, รจ la via inattesa e atipica attraverso la quale raggiunge i lettori (spesso, il dono), un attraversamento dello spazio quasi in anonimato, con il pudore e la riservatezza di chi รจ uso a muoversi con cautela nella vita; il secondo, รจ la corporea (ma tutt’altro che casuale) scelta delle dimensioni esigue di quasi tutte le sue raccolte, che annuncia e lascia presagire la fatica, l’importanza e la preziositร di ogni singolo verso. Sono due elementi esteriori, certo, ma tutt’altro che trascurabili, per chi ha imparato a riconosce in Mauro Macario, non un mero servente e tutore della poesia, ma una delle rare voci redentrici, animata e ispirata dal bisogno di rivitalizzare gli spiriti abulici, (naturalmente o affettatamente) resi insensibili dai fatti umani, dalla cronaca di un declino senza precedenti. ร questo secondo elemento che costringe il lettore a riflettere su quanto sia vero che se non esistono parole che possano risvegliare lo ...